Ottimo documentario sulla battaglia per l'aeroporto di Donetsk
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Posted 02 December 2015 - 00:49
Ottimo documentario sulla battaglia per l'aeroporto di Donetsk
Posted 05 December 2015 - 00:15
Yanukovych’s former allies win local elections in Donbas region
MARIUPOL, Ukraine – The embattled eastern Donbas region has once again voted for the same old crowd – former members of the party of ousted President Viktor Yanukovych.
When casting their ballots, locals explained that in choosing between two evils, they selected the familiar one.
The Opposition Bloc party, formed by the former members of now disgraced Yanukovych’s Party of Regions, took the majority of the vote in all of the big cities in Donetsk and Luhansk oblasts that the Ukrainian government controls.
The cities of Mariupol and Krasnoarmiysk, where elections were held on Nov. 29, after the votes failed a month ago on claims of mass fraud, only reaffirmed the trend.
In Mariupol, the Azov Sea port of almost 500,000 people, the largest Donbas city under Ukraine rule, residents chose as their mayor Vadym Boychenko, the top human resources manager of the Illich steel mill, which is in turn owned by Ukraine’s richest billionaire Rinat Akhmetov, a former sponsor of Yanukovych’s Party of Regions.
Boychenko, 38, won in the first round, receiving over 72 percent of vote – more than he expected to get on Oct. 25.
“The new communal tariffs were imposed since then, which only improved our chances,” Vitaly Kysil, head of Boychenko’s election campaign, told the Kyiv Post.
Akhmetov’s Metinvest steel corporation has some 40,000 employees in Mariupol, with about the same number of people now unemployed in the city.
“He (Boychenko) is out guy, he works at Illich (steel mill),” said nurse Liudmyla Kovtun, 67, after leaving the polling station. “The plants are the most important thing for us.”
The Opposition Bloc party, which is now sponsored by Akhmetov, received an overwhelming majority of seats in Mariupol’s city council with 45, according to the Central Election Commission.
Five seats were won by the People’s Force party, led by the local environmentalist Maxim Borodin, who organized thousands of residents for a rally against air pollution in 2012 that forced Akhmetov to install new filters at his local plants. The Our Land party, with the city’s former mayor Yury Khotlubey topping its party list, won four seats in the city council.
In Donetsk Oblast’s Krasnoarmiysk, a city of almost 65,000 residents, the mayoral post was won by Oleksiy Trebushkin, the former mayor of the town of Dimitrov and an ex-member of the Party of Regions. Trebushkin, 40, who had been in Yanukovych’s party since 2008, received almost 84 percent of the vote according to the Central Election Commission.
Trebushkin openly criticized the Euromaidan Revolution that drove Yanukovych from power in late February 2014.
When Russian-backed separatists took over Dimitrov last year, he claimed he was on vacation.
The official vote count for the Krasnoarmiysk city council were not available as this story went to press, but a parallel vote count by the Opora election watchdog showed that the Revival party received over 58 percent of the seats in the city legislature. Revival, also now an asylum for former Yanukovych supporters, is also reportedly backed by oligarch Ihor Kolomoisky, the former governor of Dnipropetrovsk Oblast.
Ukrainian and foreign observers reported minor violations during the votes in Mariupol and Krasnoarmiysk, but said they wouldn’t have affected the election outcome.
But Pavlo Zhebrivsky, the head of the Donetsk Military and Civil Administration, slammed the election results in the two cities as having been influenced by business owners. “The vote went ahead actually through the enterprises – it was done by force,” he wrote on his Facebook page.
Edited by Rick, 05 December 2015 - 00:15.
Posted 09 December 2015 - 17:33
Il conflitto in Ucraina, iniziato il 6 aprile di un anno fa, ha causato 9'098 morti e 20'732 feriti. E’ il bilancio, aggiornato al 15 novembre, presentato mercoledì dall’Alto commissariato dei diritti umani delle Nazioni Unite (ONU), che ha denunciato gravi violazioni da parte dei separatisti nella regione di Donetsk e Lugansk. Nel rapporto presentato a Ginevra si parla di torture, uccisioni, detenzioni illegali e lavori forzati. Non è neppure garantita la libertà di movimento e di espressione. Inoltre circa 2,9 milioni di cittadini hanno difficoltà ad accedere a cure mediche di base.
Posted 09 December 2015 - 17:45
Svetlana Alexievich: "In tanti sognano ancora la grande Russia e vedono solo nemici attorno"
Dice anche cose sensate però quando parla dell'Ucraina sembra di ascoltare un Donald Tusk o un qualunque filo occidentale ignorante della storia di quel paese, e lei che è una Bielorussa
Sarebbe curioso approfondire la sua opinione e l'accostamento della Savchenko come ad una Giovanna d'Arco ucraina
Interessante perché lo stesso video intervista non è stato caricato su euronews russian?
Edited by Anatolii L., 09 December 2015 - 17:49.
Posted 11 December 2015 - 18:01
Che Rada è quella dove non volano i pugni per aria ![]()
Posted 11 December 2015 - 18:30
Che Rada è quella dove non volano i pugni per aria
Ogni popolo ha i politici che si merita .... e questi rappresentano in pieno gli ucraini rissosi ed irascibili !
Sull'immagine di apertura del video il web si è scatenato oggi !




i politici ucraini più civilizzati (da ricordare che "DarthVader" e stato eletto al comune di Odessa)

Ricordando che oggi è la giornata internazionale del tango :

Edited by Rick, 11 December 2015 - 18:41.
Posted 17 December 2015 - 20:13
Posted 18 December 2015 - 15:08
Se non è bancarotta, poco ci manca. L’Ucraina ha deciso ufficialmente di non rimborsare un prestito di tre miliardi di dollari alla Russia in scadenza domenica introducendo una moratoria sul pagamento «sino all’accettazione delle proposte di ristrutturazione o l’adozione di rilevanti decisioni di un tribunale». Lo ha annunciato il premier Arseni Iatseniuk.
La moratoria riguarda anche 507 milioni di debito commerciale detenuto da banche russe. «Siamo preparati ad una azione legale da parte della Russia», ha aggiunto Iatseniuk. Nelle scorse settimane Mosca aveva avanzato la proposta di spalmare il rimborso del debito in tre anni, pagando un miliardo di dollari dal 2016 al 2018, ma Kiev aveva rifiutato anche questa offerta. Il Cremlino aveva quindi definito inevitabile la causa legale, evocando anche lo spettro del default ucraino.
http://www.lastampa....kEI/pagina.html
Posted 19 December 2015 - 15:06
Se non è bancarotta, poco ci manca.
Lo sarebbe per qualunque altra nazione
ma qui si sa , gli USA si giocano il tutto per tutto
compresa la loro reputazione
e chi regge le redini della finanza mondiale ?
Edited by Rick, 19 December 2015 - 15:06.
Posted 23 December 2015 - 15:23
Posted 04 January 2016 - 11:13
li hanno tolti i visti?
o come al solito spareranno un'altra data?
Posted 05 January 2016 - 14:05


Posted 06 January 2016 - 01:22
Coca-Cola Russia, the affiliate for the global beverage giant whose iconic advertising campaign once tried to make drinking soda synonymous with global harmony, has found a new way to do just the opposite after wading into the geopolitical standoff over Ukraine’s Crimea Peninsula.
On December 30, Coca-Cola Russia posted a holiday greetings message to the Russian social media site VKontakte along with a map of the country dotted with Christmas trees.
The map, however, sparked an angry response from Russian users who complained it excluded several regions, including Crimea. The seizure and annexation of the Black Sea peninsula by the Kremlin in March 2014 was been rejected by most UN members and triggered Western sanctions against Moscow.
On January 5, the company issued an apology on its official VKontakte page, along with a new map that included Crimea as well as two territories missing in the earlier map: Russia’s western Kaliningrad exclave and the Kuril Islands, the Pacific Island chain whose ownership is partially contested by Japan.
Posted 11 January 2016 - 10:39
sono uscite le nuove date in cui dicono che toglieranno i visti
ukrinform.net/rubric-politics/1942573-abolition-of-visas-for-ukraine-to-be-considered-in-march-or-june.html
sotto con le prossime
Posted 14 January 2016 - 16:15
Gli Eroi agli Oscar
Il documentario Winter On Fire: Ukraine's Fight for Freedom è entrato nella cinquina dei candidati agli oscar di quest'anno. Della serie, come viene riscritta la storia di un paese.
Questo non sarà certo l'ultimo dei documentari. Aspettiamo ancora un buon documento degli invalidi e mutilati di guerra, con tanto di intervista e idee di nazionalismo.
Posted 14 January 2016 - 19:14
Gli Eroi agli Oscar
Il documentario Winter On Fire: Ukraine's Fight for Freedom è entrato nella cinquina dei candidati agli oscar di quest'anno. Della serie, come viene riscritta la storia di un paese.
Questo non sarà certo l'ultimo dei documentari. Aspettiamo ancora un buon documento degli invalidi e mutilati di guerra, con tanto di intervista e idee di nazionalismo.
Posted 15 January 2016 - 10:11
Tutto è iniziato con la Russia che ha cercato di riconquistare l'Ucraina, partendo dall'annessione della Crimea e proseguendo con l'espansione del suo controllo sui territori finiti nelle mani dei ribelli. Per indurre Kiev a cedere, Mosca ha giocato la carta dell'energia, riducendo e interrompendo in più di un'occasione le forniture di risorse naturali verso l'ormai ex-alleato che, tuttavia, pur avendo tentennato varie volte non solo non è crollato, ma secondo i dati raccolti da Bloomberg sarebbe addirittura riuscito a mettere in difficoltà Vladimir Putin.
Gas a metà prezzo
Possibile che sia la Russia oggi a chiedere all'Ucraina di ricominciare ad acquistare il suo gas e che la seconda si rifiuti di farlo anche se le ultime offerte a costi scontatissimi sarebbero estremamente vantaggiose? Secondo Bloomberg il manico del coltello energetico sarebbe ora nelle mani di Kiev, che si starebbe in qualche modo vendicando mettendo Mosca con le spalle al muro.
La Russia sta attraversando una fase di enormi difficoltà economiche. "Putin se le è cercate", commenta la maggior parte degli analisti, sottolineando come senza l'incorporazione coatta della Crimea e l'atteggiamento di sfida tenuto nei confronti del resto del mondo la Russia avrebbe continuato ad essere considerata una potenza amica dell'Occidente, non nemica. Fatto sta che dopo essere stata messa in difficoltà dalle sanzioni, Mosca ha cercato di fare qualche passo indietro per quel che riguarda le esportazioni dirisorse naturali. Anche perché dopo aver cercato in un primo momento di ricattare l'Europa minacciando di lasciarla a secco, si è accorta che la ricerca di mercati alternativi in cui piazzare le proprie risorse non era poi così facile. E visto che senza i proventi energetici il mercato russo non può andare avanti, Mosca è silenziosamente tornata sui suoi passi e la sua prima mossa è stata proprio quella di bussare alla porta dell'Ucraina, che tuttavia si è rifiutata di aprire.
Le necessità energetiche dell'Ucraina
Per capire come ha fatto l'Ucraina a tener testa alla Russia è necessario sottolineare due elementi. Anzitutto, che il paese è in crisi, e il suo Pil è crollato dal 2013 ad oggi niente meno che del 19 per cento. Questo significa che la nazione è più povera, produce meno, e di conseguenza ha bisogno di meno risorse. Contemporaneamente, è da più di due anni che Kiev sta cercando un modo per ridurre ladipendenza da Mosca, proprio per sentirsi meno vulnerabile ai suoi facili ricatti. Del resto, l'Ucraina ha importato per anni il 63 per cento di gas naturale di cui aveva bisogno dalla Russia.
Il re-export tramite la Slovacchia
Quando, nel 2014, ha iniziato a chiedere aiuto all'Europa, e in particolare alla Slovacchia, che a sua volta veniva rifornita dalla Russia, l'Ucraina si è ritrovata nella condizione di poter sostituire il nemico con gas sempre russo ma precedentemente venduto ad un altro paese. Gazprom ha cercato in tutti i modi di interrompere quello che, dal suo punto di vista, era un triangolo illegale e sfortunato, ma Bruxelles non glielo ha permesso.
Le reazioni della Russia
Per lasciare di nuovo l'Ucraina (e l'Europa) a secco alla Russia è rimasta un'unica carta da giocare: interrompere tutte le esportazioni verso il Vecchio Continente. Una mossa particolarmente costosa non solo per l'Europa ma anche per Mosca, che piano piano, complici da un lato le clausole di salvaguardia dei contratti firmati con i paesi europei, che l'hanno costretta a sborsare 400 milioni di dollari in compensazioni varie, dall'altro una Cinache, tutto sommato, non è riuscita, come Mosca sperava, a rimpiazzare l'Europa per quel che riguarda le vendite di gas, non ha potuto fare a meno di tornare sui suoi passi. E a marzo 2015 esportazioni (e di conseguenza il re-export verso l'Ucraina) sono ripartite.
Anche l'Europa è meno dipendente dalla Russia
Nel frattempo, però, per evitare di ritrovarsi a corto di gas, anche l'Europa ha iniziato a guardarsi intorno. E così ha aumentato le importazioni dall'Algeria del 26 per cento e dalla Norvegia del 35. Questo non significa che il Vecchio Continente possa oggi permettersi di fare a meno della Russia, ma di certo è diventato meno ricattabile, e allo stesso tempo ha creato nuove difficoltà per Mosca perché con una quota di mercato ridotta sono calati anche i suoi profitti.
Cosa possiamo aspettarci per il futuro
Difficile prevedere cosa succederà nel prossimo futuro, visto che leincognite, come sempre, sono troppe. Se i livelli di crescitadell'Europa si manterranno sui ritmi attuali e nel frattempo il Vecchio Continente continuerà a investire nelle rinnovabili e negliapprovvigionamenti alternativi (la Lituania, ad esempio, ha appena raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per importare il loro gas), la Russia continuerà a perdere peso sul mercato occidentale, diventando quindi più vulnerabile. Se però la ripresa dell'Europa in generale, e dell'Ucraina in particolare, sarà più rapida del previsto, allora diventerà di nuovo necessario raggiungere un compromessocon Mosca, visto che una crescita più rapida comporterà un consumo maggiore di risorse naturali, che alle condizioni attuali solo la Russia è in grado di colmare.
Sotto certi punti di vista lo scenario migliore sarebbe il secondo, a patto che, nel frattempo, Mosca dimostri di aver imparato la lezione, ovvero che guerre e ricatti danneggiano tutti, non solo chi li subisce.
http://www.panorama....guerra-del-gas/
Leggendo l'articolo sembra che il gas russo sia ormai un optional energetico per l'Europa, proprio in questi giorni che la Russia e Germania cercano di consolidare un loro (individuale) rapporto energetico
Persino Ucraina, che ora ha il coltello dalla parte del manico, ma per favore
Posted 15 January 2016 - 19:36
http://www.panorama....guerra-del-gas/
Leggendo l'articolo sembra che il gas russo sia ormai un optional energetico per l'Europa, proprio in questi giorni che la Russia e Germania cercano di consolidare un loro (individuale) rapporto energetico
Persino Ucraina, che ora ha il coltello dalla parte del manico, ma per favore
e c'è chi parla di propaganda russa
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Edited by Rick, 15 January 2016 - 19:36.
Posted 22 January 2016 - 10:58
Nonostante il mio disprezzo verso RT ogni tanto anche loro ne azzeccano una buona