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Guest Message by DevFuse
 

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il referendum sull'immigrazione


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
10 risposte a questa discussione

#1 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 09 febbraio 2014 - 15:03

Svizzera: referendum su immigrazione e finanziamenti aborto

 

 

GINEVRA - Esito sul filo del rasoio per il referendum in Svizzera "Contro l'immigrazione di massa": secondo le ultime stime dell'istituto "gdf.bern" per la televisione svizzera, il "sì" e il "no" all'iniziativa sono entrambi al 50% circa. Essendoci un margine di errore del 3%, tutto è ancora possibile. Globalmente, la Svizzera francofona ha tendenzialmente votato contro l'iniziativa, mentre in Ticino e nei Cantoni di lingua tedesca la maggioranza ha votato a favore.

Giornata di referendum oggi in Svizzera, dove gli elvetici sono infatti chiamati a pronunciarsi sull'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" promossa dalla destra conservatrice e su un'altra denominata "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" che vuole ritirare i costi delle interruzioni volontarie di gravidanza dalle spese coperte dall'assicurazione malattie di base. Il testo sull'immigrazione, in bilico nei sondaggi, chiede l'introduzione di tetti massimi e contingenti annuali per tutti gli stranieri, "stabiliti in funzione degli interessi globali dell'economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri".

Se accettato metterebbe a rischio gi accordi sulla libera circolazione delle persone in vigore tra la Svizzera e l'Unione europea. Secondo gli ultimi sondaggi, due settimane prima del voto, la percentuale di Si nelle intenzioni di voto è in aumento ed è salita al 43%, mentre il fronte del No all'iniziativa, guidato da governo, organizzazioni padronali e maggioranza dei partiti, ha perso terreno ed è sceso al 50% (meno cinque punti percentuali). Sul fronte del finanziamento dell'aborto l'ultimo sondaggio indicava una chiara bocciatura del testo. La maggioranza degli svizzeri ha già votato per corrispondenza e le urne hanno chiuso alle 12.

 

http://www.ansa.it/w...o_10039765.html

 

 


Chissà se un giorno non tornano le frontiere di prima in barba agli accordi Schengen e libera circolazione 



#2 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 10 febbraio 2014 - 18:19

andiamo in ordine 

 

Svizzera, sì al referendum anti-frontalieri
Record in Ticino, favorevole il 68%

La maggioranza degli elettori, il 50,3%, ha sostenuto la campagna sostenuta dall’Udc, il partito xenofobo

 

http://milano.corrie...1e90fe7ac.shtml

 

 

uno dei commenti più votati 

 

Mi sembra noramle che prima di assumere manodopera straniera si assuma manodopera locale! Prima si usi la lista di disoccupazione e poi si puo' assumere straniere! Brava Svizzera

 

 

Molti referendum svizzeri sono strettamente locali e, al di là delle frontiere della Confederazione, pressoché incomprensibili. Ma quello di ieri è un referendum «europeo», vale a dire destinato a provocare discussioni e ripercussioni in tutti i Paesi dell’Unione. Quando decidono, sia pure con un piccolo margine, che l’immigrazione deve essere soggetta a limiti quantitativi, gli svizzeri affrontano un problema comune ai loro vicini. Non sarebbe giusto sostenere che il loro «sì» abbia necessariamente una nota razzista e xenofoba. L’opinione pubblica xenofoba esiste e si riconosce nell’Unione Democratica di Centro, oggi maggioranza relativa. Ma parecchi elettori della Confederazione, nei cantoni di lingua tedesca e in Ticino (una scelta, questa, che potrebbe nuocere ingiustamente ai frontalieri italiani) hanno espresso preoccupazioni diffuse anche altrove.

 

È forse opportuno che il principio della libera circolazione (a cui la Svizzera ha aderito con un referendum del 2000) continui a essere adottato in un momento in cui alcuni Paesi soffrono di una forte disoccupazione e altri, più fortunati, temono tuttavia che il loro mercato del lavoro venga sconvolto da arrivi eccezionali di persone provenienti dai Paesi in crisi? È opportuno assorbire ora nuovi disoccupati a cui non potremo dare un lavoro, ma a cui sarà necessario garantire alcuni benefici del nostro Stato assistenziale? Sappiamo ciò che ogni Paese vorrebbe fare, anche se non osa sempre confessarlo: aprire le sue porte a personale specializzato quale che sia la sua provenienza e chiuderle di fronte a lavoratori non qualificati, anche se cittadini di membri dell’Unione. Ma di tutte le soluzioni possibili, questa è la più inaccettabile. Abbiamo il diritto di essere realisti, ma non sino al punto di calpestare il principio di solidarietà. Se vuole essere qualcosa di più di una semplice aggregazione utilitaria, l’Europa non può voltare le spalle alle persone maggiormente colpite dalla crisi. Anche questo è realismo. Non si fa nulla di serio e duraturo se la costruzione non è fondata su diritti e doveri comuni.


La Svizzera è legata all’Ue da un accordo e non potrà applicare il referendum senza un negoziato con Bruxelles. Ma se il problema è europeo tanto vale cogliere questa occasione per affrontare la questione della libera circolazione delle persone in tempi di crisi. Sarà più facile farlo, tuttavia, se il problema della solidarietà verrà affrontato in un contesto più largo. Qualche giorno fa, al Parlamento di Strasburgo, Giorgio Napolitano ha ricordato che la politica del rigore deve essere accompagnata e completata da nuovi investimenti privati e pubblici al servizio di progetti europei e nazionali. Vi è forse in quelle parole il disegno di un New Deal per l’Europa, nello spirito di quello voluto da Franklin D. Roosevelt per gli Stati Uniti quattro anni dopo la grande crisi del 1929. La politica del rigore, applicata sinora dall’Ue, era indispensabile. Oggi quella della crescita non è meno necessaria. Se il problema dell’immigrazione e del lavoro verrà affrontato in questa prospettiva, qualche temporaneo aggiustamento al principio della libera circolazione sarà forse opportuno e comprensibile . 

 

 

http://www.corriere....d85bd308d.shtml

 

 




Messaggio modificato da VincentHanna il 10 febbraio 2014 - 18:18


#3 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 10 febbraio 2014 - 18:27

altro commento interessante, da qui (http://www.corriere....d85bd308d.shtml)

 

Gli svizzeri hanno ragione. Nessuno in passato ci ha chiesto se volevamo vivere e soprattutto integrarci con un nigeriano, un cingalese o un serbo. Ci èstato semplicemente imposto. Qualcuno ha deciso per tutti, sostenendo che l'integrazione multietnica avrebbe portato ricchezza tanto economica quanto culturale. Ci avevano per questo promesso, che sarebbero entrati a lavorare in Italia tecnici, docenti, dottori, ricercatori, architetti, informatici, scienziati. Purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi vediamo solo escort, badanti, spacciatori, balordi disperati e manovali generici privi di particolare professionalità. Personalmente non mi voglio integrare con una cultura che tratta la donna come un oggetto asservito alla mera procreazione o con chi sgozza animali vivi stile sacrificio tribale nel proprio giardino perchè la sua cultura e religione lo prevede.


:nea:



#4 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 10 febbraio 2014 - 18:30

qualcosa sui frontalieri italiani, Svizzera quasi 62 mila 

 

 

Allega File

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#5 TOROROLO

TOROROLO

    Advanced Member


  • 482 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 07

Inviato 11 febbraio 2014 - 09:27

mio suocera, moldava,  ha 62 anni e la padrona di un albergo (italiana) la chiama ogni estate per fare la cameriera ai piani nel suo albergo nonostante abbia numerose richieste da parte di altre persone ben più giovani  (italiane e non);

se quei transfronalieri garantiscono un servizio apprezzato nessun referndum li fermerà.

 

conosco una famiglia di romeni che, senza nessuno glielo chiedesse, iniziarono ad accudire un vicino di casa anziano (italiano) letteralmente abbandonato dai suoi parenti che viveva in condizioni di indigenza; un giorno l'anziano prelevò dal contoposta i suoi risparmi e li donò alla famiglia e poi spirò, come dice la famosa canzone "aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso"

 

famoso il caso della badante moldava nominata unica erede  dal sacerdote,  con molta dignità l'ho sentita dire in un'intervista: "fate i controlli necessari e datemi solo quello che mi spetta" 

 

l'altro giorno un accattone negro cercava di fermare uno scippatore italianio in moto che aveva appena fatto cadere una signora nel tentativo di rubare la borsa

 

potrei fare centinaia di esempi di stranieri buoni e di italiani cattivi, ed esattamente il contrario;

 

posso anche affermare che gli svizzeri devono parte della loro fortuna e del loro benessere anche a ingenti capitali stranieri, talvolta di dubbia provenienza,  che però si guardano bene dal rifiutare o di restituire ai legittimi proprietari (vedi i soldi degli ebrei)

 

anche i diamanti insanguinati del Congo non sono cosa da poco.

 

Pertanto io avrei votato NO al referendum come peratro ha votato la metà della popolazione svizzera.



#6 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 11 febbraio 2014 - 09:54

.

Messaggio modificato da Rick il 11 febbraio 2014 - 09:58


#7 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 11 febbraio 2014 - 09:56

il problema è che i frontalieri vengono pagati di meno degli svizzeri
(non so per quale meccanismo ma è così)

Di conseguenza
sono una sorta di concorrenza sleale
nel mercato del lavoro svizzero

#8 TOROROLO

TOROROLO

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  • 482 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 07

Inviato 11 febbraio 2014 - 11:59

il problema è che i frontalieri vengono pagati di meno degli svizzeri
(non so per quale meccanismo ma è così)

Di conseguenza
sono una sorta di concorrenza sleale
nel mercato del lavoro svizzero

trovo conferma di quello che scrivi in vari articoli di giornale, l'assurdo è quindi che la scelta obbligata  di essere pagati meno pur di lavorare porterà alla conseguenza di non lavorare affatto. 



#9 Rick

Rick

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  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 11 febbraio 2014 - 12:05

assurdo è anche che le stesse imprese svizzere dovranno spendere di più

 

Ma è giusto così , il mercato del lavoro deve essere compatto e monolitico

inamissibili logiche concorrenziali al ribasso istituzionalizzate



#10 TOROROLO

TOROROLO

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  • Iscritto il: 03-febbraio 07

Inviato 11 febbraio 2014 - 15:02

assurdo è anche che le stesse imprese svizzere dovranno spendere di più

 

Ma è giusto così , il mercato del lavoro deve essere compatto e monolitico

inamissibili logiche concorrenziali al ribasso istituzionalizzate

di conseguenza si, non potendosi avvalere di manodopera a basso costo, (la repubblica porta un esempio di stipendio al 50%); 

la seconda affermazione lascia intendere che in Svizzera non ci siano organizzazioni sindacali all'altezza.



#11 VincentHanna

VincentHanna

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  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 11 febbraio 2014 - 21:08

un conto è la mentalità del popolo che non mi metto a giudicare, l'altro è la pochezza degli imprenditori 

 

però mi risulta interessante il meccanismo della famiglia UE dove anche una scoreggia ti viene fatta notare, l'altra cosa è (forse) l'inizio di un certo risentimento verso gli stranieri (?) 

 

va bene l'UE ma io metterei un più di controllo tra i paesi e la possibilità per tutti di circolare, poi ovviamente ci sono tanti interessi economici che dettano determinate leggi; in fondo è anche una questione culturale