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Guest Message by DevFuse
 

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La lenta agonia dei villaggi moldavi


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4 replies to this topic

#1 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 27 November 2013 - 18:43

La lenta agonia dei villaggi moldavi  
 
La-lenta-agonia-dei-villaggi-moldavi_lar
 

Le campagne della Moldavia vanno spopolandosi. E niente sembra riuscire ad invertire questa tendenza. La storia di Maria che, malgrado tutto, resiste nella sua aia

 

(Originariamente pubblicato da Les nouvelles de Roumanie, selezionato e tradotto da Le Courrier des Balkans e Osservatorio Balcani e Caucaso)

 

Dozzine di villaggi in Moldavia sono stati ormai abbandonati dai loro abitanti. Scuole, mercerie, chiese e case sono vuote. A volte vi vive solo qualche anziano. Quei luoghi riprendono vita solo a Pasqua o Pentecoste, quando chi vi abitava o i loro discendenti tornano per commemorare i propri morti, e a volte qualche giorno d'estate.

Dobruşa è uno di questi villaggi, nella contea di Teleneşti. Vi abita Maria Peterman. Maria parla con i suoi polli e le nuvole. E' l'unica a vivere nel villaggio, che non compare su nessuna mappa geografica e il luogo non è facile da trovare anche perché non c'è alcuna segnaletica stradale che indichi la direzione per arrivarvi. L'anziana donna non ha voluto abbandonare i suoi parenti, i suoi fratelli e suo marito, sepolti nel cimitero del villaggio.

Tutti i suoi vicini sono partiti per la città. Alcuni di loro, nei giorni di bel tempo, ritornano per vedere se la loro casa è ancora in piedi e per falciare l'erba che rischia di coprirla allo sguardo. A forza di non incontrare mai nessuno, Maria è divenuta sospettosa su chiunque si avvicini a casa sua. I suoi unici amici sono gli uccelli e gli animali della sua aia - ai quali confida le sue miserie gettando loro dei pezzettini di pane – e le nuvole, le sue altre confidenti. “Il mattino, se ne ho l'energia, lavo, faccio le pulizie, do da mangiare agli animali, mi occupo dell'orto e poi vado a dormire... e poi ricomincio il giorno dopo”, confida. Vive dei frutti e delle verdure del suo giardino, con del pane che di tanto in tanto le viene portato.

Maria Peterman è arrivata a Dobruşa quand'era piccola, assieme alla madre. “C'era un sacco di gente allora, un centinaio di abitanti, una scuola, il municipio, un negozio; tutta la mia famiglia abitava qui ed anche mia zia viveva nella stessa strada”, ricorda Maria con nostalgia. Poi sono passati gli anni ed è arrivata la modernizzazione. Suo marito è morto e le sue tre figlie si sono trasferite in città. Il suo vicino Ion è stato l'ultimo a resistere all'esodo, ma alla fine è partito quando suo figlio ha compiuto dieci anni e la scuola è stata chiusa. Ritorna due settimane ogni estate “per respirare aria pura”.

Lo scorso inverno anche Maria Peterman ha abdicato, ed ha messo in vendita la sua casa, per raggiungere una delle sue figlie in città... ma non ha trovato nessuno pronto a comperarla. Allora alla fine si allontana ogni tanto, andando “all'estero” come dice lei, a casa delle sue figlie. I suoi cari temono che lei si ammali e loro non vengano avvertiti. Lontana da tutto, l'anziana non beneficia di alcuna copertura sanitaria.

A Nisteni, nella contea di Rezina, i due ultimi abitanti se ne sono andati di qui 18 mesi fa. Per arrivare sino a loro, si doveva camminare per tre chilometri nelle colline, lungo un sentiero. Il medico nell'ultimo periodo non voleva più percorrerli. Dalle colline attorno ormai si scorge un villaggio fantasma, dai tetti sfondati.

Dall'ultimo censimento, datato 2004, esistono in Moldavia una cinquantina di località con meno di 45 abitanti, molte di queste non dovranno più essere segnate sulle carte, a seguito del prossimo censimento previsto per il 2014.

 

http://www.balcanica...-moldavi-144126


Edited by CarloP, 27 November 2013 - 18:45.


#2 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1,410 posts
  • Joined: 24-November 10

Posted 27 November 2013 - 19:09

Un quadro molto nero, buio direi 

 

L'altro anno a fatica ho riconosciuto la madre di un mio amico d'infanzia, stava rovistando nella spazzatura 

 

il marito le era morto da poco, il figlio da qualche parte al nord vive e lavora, in visita non viene quasi mai, l'ultima volta al funerale del padre 

 

e parlare di strutture per anziani in MD specie nelle periferie è come parlare di un'oasi nel deserto 

 

 



#3 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 27 November 2013 - 19:51

La cosa paurosa, sono abbastanza in giro per la Moldova, e' vedere i grandi appezzamenti

di terreni fertili, che da altre parti farebbero la fortuna dei contadini, abbandonati.

E' questo molte volte causato da un sistema che favorisce persone che detengono lo sviluppo di

queste zone che controllano di fatto la poca produzione agroalimentare.


Edited by CarloP, 27 November 2013 - 19:53.


#4 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1,451 posts
  • Joined: 03-February 10

Posted 28 November 2013 - 01:16

per chi ama la terra e ha vissuto in campagna, quella che ha sfamato e ha salvato la mia generazione dopo la seconda guerra mondiale, passare per questi villaggi fantasma è un vero supplizio, soprattutto osservando  i terreni  fertili e produttivi con alberi ai bordi che grondano di frutti non raccolti.

 

Che modernizzazione è quella che svuota le campagne e i pochi abitanti rimasti non trovano acquirenti per le case e i terreni che devono abbandonare per non morire di solitudine e malattie?

 

Il paesaggio ha qualcosa di spettrale e lugubre ed è diventato il regno di uccellacci  neri  (ceoara o varoni?) che svolazzano gracchiando per la campagna......E' proprio la sceneggiatura de 'gli uccelli' di Hitchock.

 

E lo dico con profondo rammarico pensando agli sciacalli che da questa situazione avvilente hanno un loro tornaconto



#5 pallino

pallino

    Newbie


  • 1,587 posts
  • Joined: 10-August 07

Posted 28 November 2013 - 08:55

per chi ama la terra e ha vissuto in campagna, quella che ha sfamato e ha salvato la mia generazione dopo la seconda guerra mondiale, passare per questi villaggi fantasma è un vero supplizio, soprattutto osservando  i terreni  fertili e produttivi con alberi ai bordi che grondano di frutti non raccolti.

 

Che modernizzazione è quella che svuota le campagne e i pochi abitanti rimasti non trovano acquirenti per le case e i terreni che devono abbandonare per non morire di solitudine e malattie?

 

Il paesaggio ha qualcosa di spettrale e lugubre ed è diventato il regno di uccellacci  neri  (ceoara o varoni?) che svolazzano gracchiando per la campagna......E' proprio la sceneggiatura de 'gli uccelli' di Hitchock.

 

E lo dico con profondo rammarico pensando agli sciacalli che da questa situazione avvilente hanno un loro tornaconto

Articoli del genere dovrebbero fare il giro del mondo per mettere in luce questa triste realtà. Scenari amari, desertificazione progressiva ; ma mi chiedo se qualcuo veramente ha preso coscienza di questa triste situazione.

Nei villaggi moldavi  dove ancora c'è "VITA" si sente parlare molto spesso di "andar via"; gira e rigira la gente vede sempre la mitica capitale. La cosa che mi angustia è la totale indifferenza dei potenti che nei loro palazzi,  (dotati di tutti i comfort)  fanno spallucce facendo finta di niente.

Mi chiedo cosa potrebbe fare la povera MARIA PATERMAN  di turno che intorno a lei vede solo DESERTO ; penso che il popolo moldavo abbia abbandonato  definitivamente l'idea di rinascita della sua patria , in loro  è oramai saldamente radicata l'idea che nulla potrà mai cambiare e accettano rassegnati qualunque cosa.

Che paesaggio triste. I veri padroni sono diventati i corvi che hanno colonizzato  quasi tutto.

 

Pallino