In occasione della fiera del tartufo pregiato di Acqualagna sono stati
sequestrati ben 600 kg di tartufo di provenienza Romena
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Inviato 31 ottobre 2013 - 21:43
In occasione della fiera del tartufo pregiato di Acqualagna sono stati
sequestrati ben 600 kg di tartufo di provenienza Romena
Inviato 31 ottobre 2013 - 22:30
Hai qualche altra notizia aggiuntiva ?
Esattamente sai da che parte della Romania provenivano i tartufi.
A questo punto e' probabile che siano presenti anche in Moldova.
Inviato 31 ottobre 2013 - 22:33
Fiera sotto assedio. Un camion fermato dai carabinieri
di ro. da.
Pesaro, 31 ottobre 2013 - CHE CI FACEVA un furgone-frigo della Romania con 6 quintali di tartufo nero e bianco ad Acqualagna? Lo hanno sorpreso l’altra sera i carabinieri del posto assieme al Nas di Ancona. Il furgone non viaggiava di nascosto. Il camionista aveva una bolla di consegna e sembra che dovesse portare il prezioso alimento ad un commerciante molisano che era presente ad Acqualagna per la fiera nazionale del tartufo. Un carico del genere, ma solo se spacciato per made in Italy, può valere più di mezzo milione di euro. Non è la prima volta che il mezzo viene fermato dai carabinieri di Acqualagna.
GIÀ nel luglio scorso, era stato controllato: viaggiava con 10 quintali di tartufo nero. In quel caso il carico era destinato al mercato americano. L’altro ieri, invece, i Nas hanno visto in un piazzale di Acqualagna il solito camioncino con a bordo l’autista rumeno e il commerciante molisano, acquirente del carico. In base alla bolla di viaggio, c’erano 45 chili di tartufo nero in eccedenza, sequestrati. Ma perché erano lì se erano diretti a Isernia? E’ quello che i carabinieri cercheranno di approfondire per scoprire se in occasione dell’apertura della fiera del tartufo di Acqualagna scatti la corsa del furbo, ossia se commercianti di altre località cerchino di smerciare un tartufo di provenienza incerta ma che poi trova un «battesimo» doc ad Acqualagna. Un po’ come succede, o almeno succedeva, fino a poco tempo fa con l’olio extravergine di oliva doc, spacciato come italiano al 100 per cento, ma che commercianti disonesti compravano da Marocco e Tunisia per poi tagliarlo con olii deodoranti. In quel caso, i produttori onesti segnalarono la truffa portando ad arresti e condanne.
PUO’ succedere questo anche col tartufo, compreso quello di Acqualagna? Questo è riconosciuto come un prodotto doc in tutto il mondo (con i prezzi che ora viaggiano sui 1000 euro al chilo per il bianco, meno della metà per il nero). Il pericolo è che questo mercato faccia gola a chi non ha nessun interesse a difendere un patrimonio di credibilità e soprattutto di bontà del prodotto. Perché se è vero, come è vero, che un tartufo di Acqualagna si riconosce a «naso» da uno di Timisoara, è pure acclarato che non tutti ne sanno distinguere l’odore. Si limitano ad acquistarlo a prezzi correnti senza sapere che non ha nessun collegamento con Acqualagna. Il sindaco Andrea Pierotti ha commentato il sequestro di quei 45 chili di «nero»: «Siamo felici che ci siano questi controlli per eliminare qualunque tentativo di frode. Il Comune ha istituito una commissione di controllo che verifica la provenienza, le qualità e la certezza del luogo di provenienza. I controlli avvengono a campione e questo garantisce l’acquirente in ogni momento». Il camioncino pieno di tartufi intanto è ripartito col suo carico verso Isernia.
Inviato 31 ottobre 2013 - 22:38
Il sindaco di Acqualagna commenta la notizia del sequestro: "L’unica irregolarità della vicenda consiste nella bolla di trasporto che dichiarava 20 chilogrammi di meno di prodotto"
Acqualagna (Pesaro-Urbino), 31 ottobre 2013 - “E’ davvero molto grave quello che è accaduto e faremo di tutto per tutelare l’immagine di Acqualagna perché nessuno infanghi il suo nome e quello che significa per il nostro territorio”.
Il sindaco Andrea Pierotti fa riferimento alla notizia uscita oggi relativa all’intercettazione di un camion con tartufo made in Romania considerata un attacco alla qualità e alla legalità del tartufo di Acqualagna. “E’ una vera bufala, montata per infangare il marchio ‘Acqualagna’ su cui tanto la Regione Marche, e non solo l’amministrazione comunale, sta puntando a vantaggio della promozione territoriale e della sua ricaduta economica - continua il primo cittadino Pierotti. E’ innanzitutto doveroso raccontare la verità prima di passare ad altre considerazioni. Il camion in questione conteneva soprattutto tartufo nero uncinatum , un tartufo assolutamente legale che cresce in Romania come in Italia e come in Inghilterra e, pertanto, che può essere commercializzato come tale, con la denominazione di Nero Uncinatum. Inoltre, passando al “secondo capo di accusa”della vicenda, il tartufo bianco sequestrato si è poi rivelato essere un Tuber Magnatum Pico, quindi un tartufo bianco nato e acquistato in Italia, pertanto nuovamente legale. Non era una patata qualsiasi spacciata per tartufo bianco, era veramente tartufo bianco italiano. Per di più, alla fine della storia, il carico era destinato all’Umbria e non alle Marche, Acqualagna è stata una base logistica di incontro con il rivenditore di Isernia, una base commerciale come in effetti è e di cui ci vantiamo. L’unica irregolarità della vicenda consisteva nella bolla di trasporto che dichiarava 20 chilogrammi di meno di prodotto. Il tutto risolvibile con una multa. Questa è la verità, il declamato ‘fattaccio’ spacciato come truffa non sussiste e va ad infangare il lavoro di tante persone che, in tempi duri come questi, grazie all’eccellenza di prodotti come il tartufo riescono a mantenere solide le basi economiche di un territorio. Non permetteremo a nessuno di infangare il nome di Acqualagna e del suo Tartufo. Che passi di qui un camion dalla Romania, contenente prodotti legali, non deve scandalizzare nessuno, l’illegalità si consumerebbe se fosse venduto del nero uncinatum per nero pregiato sia che questo venisse dalla Romania come dalla Germania o dalla Francia. E’ comunque giusto che ci siano i controlli e che siano scrupolosi pur di rivelarsi anche eccessivi, è comunque un eccesso di zelo che rinnova senso di sicurezza e garanzia al consumatore. Noi da parte nostra garantiamo gli acquisti che passano per i banchi della Fiera Nazionale del Tartufo. In fiera è attiva una commissione di controllo, a disposizione del consumatore, che verifica la provenienza, la qualità e il giusto prezzo dell’acquisto.”
Inviato 31 ottobre 2013 - 22:57
Ciao Carlo,
hai già trovato tutte le notizie.
Sicuramente cresce anche in Moldova,bisogna solo trovarlo.
P.S.
mio padre ha comprato un cucciolo di Bracco per addestrarlo da tartufi,
il prossimo anno lo porterò in Moldova
Inviato 01 novembre 2013 - 10:20
Buona idea Francesco ...
Visto che sei un conoscitore di tartufi, non potrebbe essere diverso per uno che vive proprio
nel cuore della zona d'Italia più vocata, la qualità di quello rumeno comè ?