Salta al contenuto


Moldweb
Moldova Community Italia utilizza cookies. Leggi le Regole privacy per maggiori informazioni. Per rimuovere questo messaggio clicca sul pulsante qui di fianco:    Accetto l'uso dei cookies
  • Login con Facebook Login con Twitter Log In with Google      Login   
  • Registrati


  •  


Benvenuto su Moldweb

Immagine Postata Benvenuto su Moldweb. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login. Immagine Postata
Se poi hai un account Immagine Postata, Immagine Postata, Immagine Postatao Immagine Postata è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Google, Facebook, Twitter o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Immagine Postata
Guest Message by DevFuse
 

- - - - -

Briciole Di Informazione Dal Regina Pacis


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
1 risposta a questa discussione

#1 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 31 agosto 2005 - 17:44

L’Arcivescovo di Lecce in visita alla Fondazione Regina Pacis in MoldaviaNonostante gli intensi impegni che caratterizzano la vita pastorale dell’Arcivescovo di Lecce, Mons. Cosmo Francesco Ruppi, dal 12 al 14 settembre prossimo sarà a Chisinau per visitare le strutture della Fondazione Regina Pacis, e soprattutto, le nuove realizzazioni ed avviare nuovi progetti.Nella stessa occasione, l’Arcivescovo incontrerà il Vescovo di Chisinau, Mons. Anton Cosa, del quale sarà ospite, per valutare insieme il percorso della Fondazione in Moldavia, approfondire meglio gli obiettivi da raggiungere nella carità e nella evangelizzazione.L’ultimo viaggio in Moldavia di Mons. Ruppi è stato proprio nel settembre del 2004, accompagnato dal Sen. Giovanni Pellegrino e dall’Assessore Salvatore Capone. In quella occasione fu inaugurata la Casa di formazione per i bambini di strada.E’ divenuto nel tempo rilevante l’impegno della Chiesa di Lecce in Moldavia, presente attraverso la Fondazione Regina Pacis e l’intenso impegno di Don Cesare Lodeserto.Le opere sono ormai diverse ed in continua evoluzione, ma nello stesso tempo è stata realizzata una solida rete di collaborazione con altri organismi internazionali, sia cattolici che non cattolici, con i quali si collabora per la realizzazione di progetti che hanno come obiettivi soprattutto il contrasto al traffico degli esseri umani, il recupero delle vittime della tratta, il sostegno alle povertà, la tutela e accompagnamento dei bambini che vivono sulla strada.Indubbiamente ci sono nuove scelte da fare e soprattutto nel consolidamento dell’opera, che è un indiscusso valore sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista evangelico.La presenza dell’Arcivescovo di Lecce, al quale la Fondazione Regina Pacis è grata per tanto motivi, che si possono comprendere solo nella lettura storica degli eventi che hanno accompagnato i percorsi della Fondazione stessa.Nello stesso tempo la presenza in Moldavia della Chiesa di Lecce è il frutto dell’ansia missionaria che ha sempre caratterizzato il servizio pastorale di Mons. Ruppi e la sua ferma volontà di vivere la carità come annuncio evangelico di carità e libertà.L’Arcivescovo di Lecce si recherà anche nel territorio della Transnistria, precisamente nella città di Tiraspol, dove esiste una presenza della Fondazione e sono in atto anche degli interventi di carattere strutturale, per consolidare le opere e soprattutto avviare di carità programmate, nei confronti dei bambini e degli anziani.Il viaggio precede di poco meno di un mese l’evento calcistico che vedrà la nazionale moldava a Lecce per incontrare quella italiana, e che sarà una ulteriore occasione per consolidare i rapporti che la Chiesa di Lecce ha costruito nel tempo con i paesi dell’est d’Europa.

#2 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 03 aprile 2006 - 23:08



IN “TRANSNISTRIA” DILAGA



LA POVERTA’ E L’ISOLAMENTO.



CONFINI CHIUSI. NESSUNO NE PARLA!



SIAMO ANDATI ED ABBIAMO CONSEGNATO AIUTI UMANITARI.


Venerdì 31 marzo, alle ore 10.00 entriamo in Transnistria, dopo aver superato un diffidente controllo della Polizia locale di Frontiera, oltre alle verifiche effettuate della Polizia Moldava e dall’esercito russo.

Da molti giorni i confini di accesso alla Transnistria sono chiusi per ogni tipo di bene. Passano solo le persone. Non entra nulla. Il territorio è completamente isolato, sia dal confine ucraino, sia dal confine moldavo.

Il clima è teso. Lo si legge sul volto di tutti: polizia, soldati, manifestanti a beneficio della Transnistria, semplici viaggiatori che temono di avere difficoltà.

Entrati sul territorio, il primo incontro è stato a Tiraspol con alcune autorità del Governo locale, ai quali è stato chiaramente chiesto di cosa ci fosse bisogno, soprattutto a beneficio di situazione di estrema povertà.

Siamo stati accompagnati dalle stesse autorità in una casa di cura per bambini ed adulti psichiatrici, sempre nella città di Tiraspol. Siamo stati testimoni di una situazione drammatica: povertà estrema, carenza di cibo e medicinali, mancanza assoluta di materiale igienico, sia per la persona che per la struttura.

La Direzione della casa ha voluto che noi vedessimo la condizione, per comprendere anche in quale stato si trovassero, proprio a motivo della chiusura dei confini e della impossibilità all’approvvigionamento.

Non siamo stati a guardare! Per cui abbiamo organizzato nel giro di poche ore, rientrando Moldavia, un carico umanitario notevole, fatto soprattutto del materiale che ci è stato richiesto e dovendo soprattutto affrontare le difficoltà burocratiche a motivo del blocco dei confini.

Nei giorni scorsi era arrivato un grosso convoglio di beni umanitari da Mosca, circa ventitre tonnellate di materiale vario. Il secondo carico è stato quello della Fondazione Regina Pacis, con un valore di cinquemila euro, che equiparato ai costi locali, molto più bassi di quelli europei, risulta essere altrettanto significativo.

Non siamo entrati nel merito della condizione politica, che lasciamo ai tavoli delle discussione diplomatiche, attualmente in corso.

Tra la Transnistria e la Moldavia c’è già stata una guerra in passato, con molte vittime. Oggi esiste lo stesso rischio, e ciò sarebbe drammatico, perché siamo nel cuore dell’Europa, a pochi passa dalla stessa Romania, che si prepara ad far parte dell’Unione Europea.

Accanto ai tavoli diplomatici, certamente utili per un percorso di riconciliazione, ci sono i poveri, c’è una popolazione che soffre, che avverte la mancanza di beni di prima necessità, ormai reperibili solo attraverso il contrabbando e con costi eccessivamente alti.

Abbiamo visto code ovunque! Le code di chi vuol andare via dalla Transnistria, di chi vuol un lavoro o un pezzo di pane, di chi cerca di raggiungere il padre a Mosca o la madre in Italia.

Molte richieste e nessuna risposta.

Solitudine ed angoscia!

La Fondazione Regina è da anni presente in Transnitria, nel silenzio e con gesti significativi, come quello compiuto nei giorni scorsi. Come sempre sono state fatte scelte accanto ai poveri, accanto a coloro che chiedono aiuto ed attendono che qualcuno si ricordi di loro.

C’è bisogno di aiuto! Lo diciamo a tutti, e lo diciamo oggi anche a coloro che domani, quando sarà tutto terminato, arriveranno facendo i “manager” della solidarietà internazionale, dai grandi uffici e facili soluzioni. Oggi costoro dove sono?

E’ nell’ora della prova e della solitudine, della vicinanza ad ogni costo, del sacrificio a caro prezzo, che si vede la dedizione ai poveri e la passione per i piccoli.

La Fondazione Regina Pacis sta organizzando altre iniziative di sostegno alla Transnistria, ben sapendo che si va incontro a difficoltà burocratiche, ad ostacoli istituzionali, soprattutto a motivo della chiusura dei confini.

La Fondazione, come già detto tante volte, non entra nel merito della politica e della valutazioni su quanto sia giusto e non giusto, ma ha solo scelto di essere accanto ai poveri e per loro promuovere iniziative di reale solidarietà. Oggi è urgente tutto questo.

Il primo passo è stato fatto nella città di Tiraspol, capitale della Transnitria, a beneficio della Casa di malati psichiatrici, diretta da dr. Paltsev Victor Ivanovich.

Si sta programmando un secondo intervento all’interno del Carcere minorile, sempre di Tiraspol.

Stupende come sempre le parole del Profeta Isaia:”Per amore del mio popolo non tacerò!”. Non si può tacere, mentre in un angolo sconosciuto della nostra Europa, preoccupata per i suoi confini, ma non per i suoi abitanti, si sta consumando una silenziosa tragedia di povertà e disattenzione, sofferenza e solitudine, che abbiamo trovato impresso nel volto di tanti bambini, di cui vorremmo pubblicare le foto e che non facciamo per rispetto a loro!