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Neanche i call center vogliono venire in Moldavia.
#1
Posted 27 July 2012 - 16:31
La Tunisia ha offerto : formazione del personale ed una sorta di percorso che permette agli studenti di andare a lavorare nei call center di imprese straniere (italiane ad esempio) dopo una fase formativa.
Inoltre, sono stati previsti accordi che offrono sconti fiscali ed altri vantaggi.
Aggiungo anche che in materia di delocalizzazioni del manifatturiero piuttosto che andare a produrre in Romania e Moldova anche marchi come Umbro e Fila preferiscono andare in Paraguay.
Qualche domanda sulla capacità di questi paesi di attirare imprese, dovrebbe porselo?
http://www.ilfattoqu...unisini/113187/
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#2
Posted 27 July 2012 - 16:42
La notizia, è che ormai la Tunisia nonostante i più alti costi di manodopera e la non conoscenza della lingua italiana (parlano arabo non un idiona latino) richiama i call center che in passato guardavano a Romania e magari anche a Moldova.
La Tunisia ha offerto : formazione del personale ed una sorta di percorso che permette agli studenti di andare a lavorare nei call center di imprese straniere (italiane ad esempio) dopo una fase formativa.
Inoltre, sono stati previsti accordi che offrono sconti fiscali ed altri vantaggi.
Aggiungo anche che in materia di delocalizzazioni del manifatturiero piuttosto che andare a produrre in Romania e Moldova anche marchi come Umbro e Fila preferiscono andare in Paraguay.
Qualche domanda sulla capacità di questi paesi di attirare imprese, dovrebbe porselo?
http://www.ilfattoqu...unisini/113187/
Un paese dove quasi un terzo della popolazione e' emigrata, soprattutto manodopera specializzata,
e' un paese in ginocchio.
Pensa se ad andare via dall'Italia, in un batter d'occhio, fossero 20 milioni
di persone.
E' un handicap difficile da superare.
L'emigrazione a chi conviene ? Questa forse e' la domanda da porsi.
Edited by CarloP, 27 July 2012 - 17:30.
#3
Posted 27 July 2012 - 17:37
Un paese dove quasi un terzo della popolazione e' emigrata, soprattutto manodopera specializzata,
e' un paese in ginocchio.
Pensa se ad andare via dall'Italia, in un batter d'occhio, andassero via 20 milioni
di persone.
E' un handicap difficile da superare.
L'emigrazione a chi conviene ? Questa forse e' la domanda da porsi.
Non credo a questa semplice giustificazione.
Le aziende italiane che hanno delocalizzato in Tunisia hanno fatto un accordo con le autorità locali e queste hanno organizzato corsi (pensa ad esempio alle scule superiori dove insegnano italiano o ad alle università dove insegnano italiano).
A chisinau ci sono quasi 800.000 persone e nelle piccole città ce ne sono comunque tanti.
Il problema è che se il ministero dell'economia presentasse una bozza di proposta.pubblica.....
Anche per l'esempio del paraguay ma ci pensi che Fila e Umbro vanno sin in Paraguay per produrre magliette. Aptono ora uno stabilimento con oltre 600 operai diretti. Lo stato del Paraguayu ha messo a disposizione i terreni e gli spazi necessari.
Il costo di un operaio in Romania è disceso a 110 , 120 euro come nel 2005 ed in Moldavia più o meno lo stesso.
Eppure, quasi nessuna di queste realtà ha pensato a Romania e Moldova che sono già in Europa.
In futuro la competizione sarà sempre più fra territori che sapranno offrire opportunità e quelli meno competitivi che non sapranno offire opportunità.
Quindi, non si palerà solo di costo di manodopera o percentuale di tasse o altro ma la capacità di offrire un pacchetto capace di attrarre investitori ed imprenditori.
#4
Posted 27 July 2012 - 18:04
Non credo a questa semplice giustificazione.
Le aziende italiane che hanno delocalizzato in Tunisia hanno fatto un accordo con le autorità locali e queste hanno organizzato corsi (pensa ad esempio alle scule superiori dove insegnano italiano o ad alle università dove insegnano italiano).
A chisinau ci sono quasi 800.000 persone e nelle piccole città ce ne sono comunque tanti.
Il problema è che se il ministero dell'economia presentasse una bozza di proposta.pubblica.....
Anche per l'esempio del paraguay ma ci pensi che Fila e Umbro vanno sin in Paraguay per produrre magliette. Aptono ora uno stabilimento con oltre 600 operai diretti. Lo stato del Paraguayu ha messo a disposizione i terreni e gli spazi necessari.
Il costo di un operaio in Romania è disceso a 110 , 120 euro come nel 2005 ed in Moldavia più o meno lo stesso.
Eppure, quasi nessuna di queste realtà ha pensato a Romania e Moldova che sono già in Europa.
In futuro la competizione sarà sempre più fra territori che sapranno offrire opportunità e quelli meno competitivi che non sapranno offire opportunità.
Quindi, non si palerà solo di costo di manodopera o percentuale di tasse o altro ma la capacità di offrire un pacchetto capace di attrarre investitori ed imprenditori.
La mia non e' una giustificazione, di certo non sono io, italiano, a dover difendere
i moldavi, sanno farlo da soli.
Ma soprattutto rifletti sull'ultima frase ... a chi conviene l'emigrazione ?
P.S.: non so quante persone riesci a trovare in Moldova che lavorino per 110, 120 euro
al mese, forse nelle campagne, non certo qui a Chisinau, tenuto conto del costo della vita.
Edited by CarloP, 27 July 2012 - 18:12.
#5
Posted 27 July 2012 - 21:11
La mia non e' una giustificazione, di certo non sono io, italiano, a dover difendere
i moldavi, sanno farlo da soli.
Ma soprattutto rifletti sull'ultima frase ... a chi conviene l'emigrazione ?
P.S.: non so quante persone riesci a trovare in Moldova che lavorino per 110, 120 euro
al mese, forse nelle campagne, non certo qui a Chisinau, tenuto conto del costo della vita.
Infatti ma in tunisia i ragazzi che lavorano nei call center percepiscono stipendi d'ingresso di 270 euro al mese.
In Romania, gli stipendi nei call center vanno dai 200 ai 280 euro al mese circa.Lo so perchè oltre ad averne gestito in passato, mi tengo informato perché in Romania ho ancora degli interessi.
Quindi in Tunisia le imprese pagano più che in Romania (in teoria) ma preferiscono andare in Tunisia perchè almeno trovano personale..e supporto dalle autorità con vantaggi vari. Si parla di 15/20.000 addetti nel complesso.
#6
Posted 28 July 2012 - 00:37
Sei mai stato in Tunisia? Non parlo di Djerba, parlo della parte interna, dell'Atlante, di El Jem... del lago salato... del Deserto...
Parlo di Mahtmata...Monastir... Sousse... Kaiuroan...
Sei sicuro che parlino arabo? La Tunisia è stata terra romana, c'è il secondo anfiteatro per dimesioni, di tutto l'impero (El Djem)... ci hanno girato "Guerre Stellari"... non ti carico le foto, se no divento tedioso.
Hai scritto: "Il problema è che se il ministero dell'economia presentasse una bozza di proposta.pubblica..." riferito alla Rep. di Moldova.
Vanno bene le proposte, ma prima andrebbero sistemate molte cosette che hanno dei nomi ben precisi: strade, infrastrutture (leggasi trasporti e telecomunicazioni), leggi fiscali...
In Tunisia, in mezzo al deserto, funzionavano i cellulari italiani... le strade erano perfette e c'erano linee di autobus pubblici con corse a cadenze regolari di 15/30 minuti!
#7
Posted 28 July 2012 - 05:43
Ma secondo voi perche' un ragazzo dovrebbe lavorare in un call center, a quei prezzi,
quando ha magari la possibilita' di andare a Mosca, guadagnare il doppio, lavorare 3
mesi e strarsene tranquillo per altri 3 ???
Che convenienza ne avrebbe !!!
#8
Posted 28 July 2012 - 09:15
Non voglio essere noioso, ma permettetemi una domanda.
Ma secondo voi perche' un ragazzo dovrebbe lavorare in un call center, a quei prezzi,
quando ha magari la possibilita' di andare a Mosca, guadagnare il doppio, lavorare 3
mesi e strarsene tranquillo per altri 3 ???
Che convenienza ne avrebbe !!!
Non sono mai stato in Tunesia, e non posso dire nulla della Tunesia.
Ma in Moldova la situazione e cosi:
Un ragazzo come diceva anche Carlo, non sta a perdere tempe in un call center per 200 euro al mese a Chsinau, lui meglio se ne va in Russia, nelli Statti Uniti, in Italia, inghiltitera o altro paese del europa.
Purtropo un call center in Moldova lo poi aprire solo a chisinau o in cahul, per che solo in queste due citta ci sono universita che studiano, l'italiano.
Aprire un call center in altre citta e un grande rischio per non trovare i dipedenti.
Nei call center [in Moldova, lavora di piu le ragazze e i ragazzi ancora che studiano al universita ma solo part time, le donne che sono gia sposate e hanno al meno un bambino a casa e si stano construendo la vita in Moldova, e le persone che sono in trazito per un periudo e aspetano la possibilita di andare in un altro paese fori.
E un altra cosa per Moldova 200 euro , 3000 lei diventa un stipendio basso hai costi che ci sono adesso.
CMQ, ancora si po lavorare con 2000 euro al mese per le mame e i studenti. Euro a un cambio ancora alto, am se va soto 14, allora sara dificile.
#9
Posted 28 July 2012 - 09:19
Non credo a questa semplice giustificazione.
Le aziende italiane che hanno delocalizzato in Tunisia hanno fatto un accordo con le autorità locali e queste hanno organizzato corsi (pensa ad esempio alle scule superiori dove insegnano italiano o ad alle università dove insegnano italiano).
A chisinau ci sono quasi 800.000 persone e nelle piccole città ce ne sono comunque tanti.
Il problema è che se il ministero dell'economia presentasse una bozza di proposta.pubblica.....
Anche per l'esempio del paraguay ma ci pensi che Fila e Umbro vanno sin in Paraguay per produrre magliette. Aptono ora uno stabilimento con oltre 600 operai diretti. Lo stato del Paraguayu ha messo a disposizione i terreni e gli spazi necessari.
Il costo di un operaio in Romania è disceso a 110 , 120 euro come nel 2005 ed in Moldavia più o meno lo stesso.
Eppure, quasi nessuna di queste realtà ha pensato a Romania e Moldova che sono già in Europa.
In futuro la competizione sarà sempre più fra territori che sapranno offrire opportunità e quelli meno competitivi che non sapranno offire opportunità.
Quindi, non si palerà solo di costo di manodopera o percentuale di tasse o altro ma la capacità di offrire un pacchetto capace di attrarre investitori ed imprenditori.
Condivido la tua analisi anche se dovrebbe essere un pò allargata. In qualche risposta al tuo post c'è la chiave di lettura del perchè i CALL CENTER preferiscono altri lidi anzichè la MOLDOVA.
Questa terra vive di emigrazione e il PIL è sorretto dalle rimesse,ti pare che lo stato moldavo abbia interessi a cambiare questo STATUS? Cosa ci guadagnerebbe nel breve periodo i polticanti ?
La MOLDOVA è una nazione che ha bisogno di tantissime cose, è carente di infrastrutture, in molti paesi mancano le cose fondamentali , secondo te cosa dovrebbe fare un moldavo per vivere? L'unica alternativa è emigrare per cercare una qualità di vita migliore. Altro discorso, con 110 euro in MOLDOVA muori di fame, fatti un giro per le città , guarda i negozi ,guarda i prezzi e ti risponderai da solo . Le persone preferiscono andare 3 mesi in Russia e avere un reddito più decente.
Pallino
#10
Posted 28 July 2012 - 15:53
Non sono mai stato in Tunesia, e non posso dire nulla della Tunesia.
Ma in Moldova la situazione e cosi:
Un ragazzo come diceva anche Carlo, non sta a perdere tempe in un call center per 200 euro al mese a Chsinau, lui meglio se ne va in Russia, nelli Statti Uniti, in Italia, inghiltitera o altro paese del europa.
Purtropo un call center in Moldova lo poi aprire solo a chisinau o in cahul, per che solo in queste due citta ci sono universita che studiano, l'italiano.
Aprire un call center in altre citta e un grande rischio per non trovare i dipedenti.
Nei call center [in Moldova, lavora di piu le ragazze e i ragazzi ancora che studiano al universita ma solo part time, le donne che sono gia sposate e hanno al meno un bambino a casa e si stano construendo la vita in Moldova, e le persone che sono in trazito per un periudo e aspetano la possibilita di andare in un altro paese fori.
E un altra cosa per Moldova 200 euro , 3000 lei diventa un stipendio basso hai costi che ci sono adesso.
CMQ, ancora si po lavorare con 2000 euro al mese per le mame e i studenti. Euro a un cambio ancora alto, am se va soto 14, allora sara dificile.
Grazie per le risposte.
Mi fa piacere aver aperto una discussione dove 'l'argomento call center' è stato un pò il grimaldello, cioè la scusa per affrontare un argomento più complesso e che non riguarda solo la Moldova ma anche l'Italia e le sue regioni, la Francia, ecc. come qualunque paese al mondo.
Voglio parlare del ruolo che un territorio (una regione, una nazione) può ritagliarsi in tema di attrazione investimenti.
Altrimenti, si rischia di fare i medesimi discorsi ed analisi che da decenni si fa con il sud italia (poverini....c'è la disoccuzione, bisogna fare qualcosa, ecc.)
Il problema è molto più semplice ed anche complesso insieme.
In sostanza, un paese offre degli spazi e delle opportunità a degli investitori ed in base alle sue 'quotazioni' intese come 'capacità di offrire 'rendimenti e qualità dei servizi', questo paese viene scelto dagli investitori di ogni tipologia.
Se ad esempio, un industriale straniero dovesse aprire una fabbrica in Italia, a parità di condizioni (cioè a parità di costo della manodopera e dei capannoni) dove la apre : in Nord Italia o in Sicilia?
Beh, la risposta è ovvia, preferisce una regione con alta produttività, buone infrastrutture, una migliore pubblica amministrazione,e cc.. Quindi al Nord!
Nella stessa linea, se un imprenditore deve produrre manifatturiero a basso costo (pensate alla fiat, alla nokia, alle scarpe, ecc.) dove va?
Nel paese che offre migliori condizioni complessive.
Se sd esempio un lavoratore Serbo va a fare l'operaio a 350/400 euro al mese ed ha una produttività molto molto più elevata(e non lo dico io, hanno fatto bene i conti prima di investire) di un romeno o di un modavo , l'industriale, se deve pagare uno stipendio di 350/400 euro tutti i mesi, non potendo andare in un paese occidentale (italia, francia, ecc,) a produrre quei prodotti perche gli costa troppo produrre e così, sceglie quale fra i paesi con un costo mnore, possano offrire una qualità del lavoro migliore.
Alla fine la fiat, la omsa (quelle delle calze) ed altre centinaie di imprese, dovendo pagare 350/400 euro al mese nette, aprono nel paese che con quella cifra (350/400) garantisce anche altri vantaggi : (no tax area, formazione del personale, aree industriali dedicate, ecc.).
Questo, era il senso dell'analisi.
Non volevo certo dire che uno deve lavorare per 200 euro al mese.
Dico che un'impresa ti paga anche 400 euro al mese ma come PAESE, devi garantire anche una serie di altri vantaggi, altrimenti, si riproprone lo stesso problema che abbiamo in Italia : MAI nessuno verrà ad investire al sud se le solite cose puo farle al nord al solito prezzo e con una produttività molto piu elevata.
I soldi (gli investimenti) vanno dove fruttano.
Così funzionao le cose.
Con questo, volevo dire che il problema quantità stipendio non può essere analizzato (ovviamente rispetto
#11
Posted 28 July 2012 - 19:49
E lo sara' finche' non si troveranno "politici" illuminati.
Anche se sulle "delocalizzazioni" avrei qualcosa da dire ...
#12
Posted 21 September 2012 - 02:27
Anche se sulle "delocalizzazioni" avrei qualcosa da dire ...
Dillo
#13
Posted 21 September 2012 - 13:57
Dillo
Papa Benedetto XVI nell'enciclica Caritas in Veritate utilizza per descrivere
le delocalizzazioni parole severe.
"non è ... lecito delocalizzare solo per godere di particolari condizioni di favore, o peggio per sfruttamento, senza apportare alla società locale un vero contributo per la nascita di
un robusto sistema produttivo e sociale, fattore imprescindibile di sviluppo stabile"
Pensa chi mi tocca quotare ...
Edited by CarloP, 21 September 2012 - 13:57.
#14
Posted 21 September 2012 - 14:28
ma .... gli immigrati che vengono in italia
lavorano e mandano l'80% di quel che guadagnano in patria
sottraendo il loro emolumento ad un circolo economico virtuoso
alla fin dellea fiera
non delocalizzano anche loro ?
Tempo fa lessi in un autorevole studio che
nel solo 2010 , in tempo di crisi
gli immigrati regolarmente residenti in Italia hanno mandato all'estero
niente meno che 7 miliardi di euro !
e chissa' quanti altri se ne escono attraverso i canali dei non "regolarmente residenti"
Ovvio che ognuno con i suoi soldi ci fa quel che vuole
ma altrettanto ovvio è che
in un sistema economico capitalista che si basa sullo scambio di beni e servizi
in cui ogni soggetto è al contempo consumatore e fornitore
esplicando in tal modo un ruolo attivo
nella crescita e nello sviluppo di tale sistema economico
definibile per l'appunto virtuso quando fornisce vantaggi per tutti i soggettti attivi
il fatto che alcuni soggetti si limitino ad uno solo di questi ruoli non è di certo postivo
Edited by Rick, 21 September 2012 - 14:52.
#15
Posted 21 September 2012 - 14:46
Forse anni fa era così (ma non era neanche la "crisi"), ma oggi la maggioranza degli immigrati hanno qui le famiglie: moglie, figli e alcuni anche genitori.una provocazione ....
ma .... gli immigrati che vengono in italia
lavorano e mandano l'80% di quel che guadagnano in patria
sottraendo il loro emolumento ad un circolo economico virtuoso
alla fin dellea fiera
non delocalizzano anche loro ?
Non si puo' inviare nel paese di origini l'80%! Ci sono case da pagare, tante bollette, cure mediche (per chi dice che la sanita' e' gratis in Italia, in tanti casi non e'!), figli a scuola, ecc. ecc...
Quindi quello che si guadagna rimane sempre qui.
#16
Posted 21 September 2012 - 15:02
Quindi quello che si guadagna rimane sempre qui.
nel solo 2010 , in tempo di crisi
gli immigrati regolarmente residenti in Italia hanno mandato all'estero
niente meno che 7 miliardi di euro !
e chissa' quanti altri se ne escono attraverso i canali dei non "regolarmente residenti"
tanto per dare un 'idea
l'IMU , la famigerata IMU che ha messo n ginocchio tanti possessori di casa
dovrebbe rendere circa 9 miliardi
#17
Posted 26 November 2012 - 17:12
sapete indicarmi di che cosa abbia più bisogno la Moldavia? come tipo di produzione,commercio,
ho esportazione.
in che settori, sono più carenti, vi ringrazio e aspetto vostra risposta a presto Fausto
#18
Posted 26 November 2012 - 19:59
Buona sera Fausto.buona sera ragazzi scusate ma vorrei una semplice informazione mi chiamo Fausto, e volevo chiedervi?
sapete indicarmi di che cosa abbia più bisogno la Moldavia? come tipo di produzione,commercio,
ho esportazione.
in che settori, sono più carenti, vi ringrazio e aspetto vostra risposta a presto Fausto
Bella domanda.
Ti risponderei (facendo una battuta) ...
di politici illuminati (non italiani, mi raccomando !!!).
Di tutto ... ma il problema e' un altro.
Bisogna vedere se quel tutto ... a loro puo' andar bene.
Il discorso e' lungo.
Rifletti sul perche' gli investimenti stranieri non sono generalizzati.
Chi investe ? Le grandi imprese, e molte volte, non senza problemi.
Ma la mia e' un'opinione personale, in fondo abito qui solo da poco meno
di 4 mesi. Imprese italiane sono presenti, comunque, anche da diversi anni.
Edited by CarloP, 26 November 2012 - 20:02.




















