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Guest Message by DevFuse
 

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ITALIA AL TOP NELLA CORRUZIONE NELL’EUROPA CHE CONTA


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1 risposta a questa discussione

#1 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 29 aprile 2012 - 11:00

Dove ti giri, trovi corruzione, furti, concussione (perpetrata da pubblici ufficiali o da ministri), tangenti, stipendi e pensioni ‘faraoniche’. È difficile sapere a quanto ammonti questo bottino: i criminali coprono le tracce, ma per fortuna talvolta si scoprono. Secondo Gherardo Colombo, l’esperto che ha condotto le inchieste di Mani Pulite, Imi-Sir, Lodo Mondadori,e SME, l’ammontare annuo nel 2011 è stato di 60 miliardi di euro (60 G€).. La cifra che indica è grossa: il 4% del Prodotto Interno Lordo. Se la eliminassimo, la nostra economia crescerebbe più di quelle dei paesi nordici.

Una fonte approssimativa, ma credibile, della corruzione, intesa come ‘abuso di pubblici uffici per il guadagni privato, è Transparency International, organizzazione indipendente non governativa fondata nel 1993 da Peter Eigen, che promuove trasparenza e responsabilità nello sviluppo internazionale. Dal 1995 questo gruppo pubblica ogni anno tabelle dell’Indice di Corruzione Percepito – valutato per ogni nazione (ne sono considerate 183), mediante ricerche e interviste a esperti, magistrati, commercianti, istituzioni pubbliche. È un indice qualitativo e approssimativo della corruzione: vale 10 per un Paese ove la corruzione sia assente e vale zero se il Paese è profondamente corrotto. Nel 2011 la Nuova Zelanda sta al primo posto con un indice di 9,5 – all’ultimo posto Somalia e Nord Corea con un indice di 1.
Ecco alcuni dati emblematici che emergono da questa speciale classifica:

- Nell’EU 27, l’Italia si trova in posizione 23 con indice 3.9 seguita a ruota da Romania, Grecia e Bulgaria (indice 3.1). Ai primi posti, Danimarca, Finlandia e Svezia (indici 9.4-9.3)


- L’Italia è il paese all’avanguardia nella corruzione nell’Europa che conta. In Germania, Francia e Inghilterra, giusto per citare i paesi più rappresentativi, gli indici sono rispettivamente 8 (posizione 14), 7.8 (posizione 16) e 7( posizione 25)


- Negli ultimi 10 anni l’indice di corruzione in Italia è sceso dal 5.2 nel 2002 al 3.9 nel 2011, a testimonianza di un aggravarsi del fenomeno, che fa sfilare il nostro paese dalla 31sima alla 69sima posizione nel ranking mondiale.


- Nessun motivo di consolazione se in questa classifica troviamo la Moldova in 105sima posizione (stima del 2010) e siamo appena davanti alla Romania.


.C’è molto materiale su cui riflettere.

La situazione è grave e peggiora. Le leggi ci sono: mancano indagini adeguate, principi etici condivisi ed equità. Sono ben noti casi di parlamentari incriminati e protetti da mancate autorizzazioni a procedere delle Camere. Il Consiglio d’Europa propose nel 1999 una convenzione Internazionale contro la corruzione [http://conventions.c...ies/html/173htm] su proposta di 19 Paesi. La Convenzione impegna gli Stati firmatari (riuniti nel Gruppo di Stati contro la Corruzione – GRECO con sede a Strasburgo) a promulgare leggi adeguate che colpiscano pubblici ufficiali (nazionali o comunitari), parlamentari, funzionari e giudici per reati di riciclaggio, falsi contabili, corruzione passiva e attiva.
La Convenzione è stata firmata e ratificata da 43 Paesi. È stata firmata, ma non ratificata da: Austria, Germania, Italia, Lichtenstein, San Marino, USA, Messico.
L’11 Aprile scorso Transparency International ha censurato l’Italia per i trasferimenti eccessivi di fondi pubblici ai partiti politici. I nostri governi, che portano un ritardo di molti anni nel ratificare la Convenzione, hanno atteso che la situazione fosse svelata recentemente per reagire debolmente.
Oltre a leggi più stringenti ed efficaci, ci vuole una riscossa morale. Non servono a produrla le prediche dei guru. La può esprimere solo il pubblico (la società civile?). I corrotti e i concussori, vanno bloccati prima che si ritirino latitanti nelle ville comprate all’estero con il bottino. L’Italia deve ratificare la citata convenzione del 1999 per rendere più agevoli gli espropri di immobili e capitali in Paesi stranieri.

Servono deterrenti più efficaci. Corrotti e concessori devono essere esposti alla gogna. Invece di legarli in piazza a blocchi di legno e bersagliati con frutta marcia, una giustizia ‘riformata’ (quella che abbiamo è ‘deformata’) dovrebbe istituire fustigatori che in rete e sui media descrivano i loro reati, e l’odiosità dei danni che arrecano.


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#2 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 30 aprile 2012 - 10:06

Quello che dice, in modo approssimativo, questa organizzazione è la vera piaga di questo paese.
Uno Stato mafioso, un paese fatto a misura dei furbetti di quartiere, con le banche che assecondano
tutto questo, l'evasione ... è la fotografia di questo paese, ma non solo quello di oggi.