Una fonte approssimativa, ma credibile, della corruzione, intesa come ‘abuso di pubblici uffici per il guadagni privato, è Transparency International, organizzazione indipendente non governativa fondata nel 1993 da Peter Eigen, che promuove trasparenza e responsabilità nello sviluppo internazionale. Dal 1995 questo gruppo pubblica ogni anno tabelle dell’Indice di Corruzione Percepito – valutato per ogni nazione (ne sono considerate 183), mediante ricerche e interviste a esperti, magistrati, commercianti, istituzioni pubbliche. È un indice qualitativo e approssimativo della corruzione: vale 10 per un Paese ove la corruzione sia assente e vale zero se il Paese è profondamente corrotto. Nel 2011 la Nuova Zelanda sta al primo posto con un indice di 9,5 – all’ultimo posto Somalia e Nord Corea con un indice di 1.
Ecco alcuni dati emblematici che emergono da questa speciale classifica:
- Nell’EU 27, l’Italia si trova in posizione 23 con indice 3.9 seguita a ruota da Romania, Grecia e Bulgaria (indice 3.1). Ai primi posti, Danimarca, Finlandia e Svezia (indici 9.4-9.3)
- L’Italia è il paese all’avanguardia nella corruzione nell’Europa che conta. In Germania, Francia e Inghilterra, giusto per citare i paesi più rappresentativi, gli indici sono rispettivamente 8 (posizione 14), 7.8 (posizione 16) e 7( posizione 25)
- Negli ultimi 10 anni l’indice di corruzione in Italia è sceso dal 5.2 nel 2002 al 3.9 nel 2011, a testimonianza di un aggravarsi del fenomeno, che fa sfilare il nostro paese dalla 31sima alla 69sima posizione nel ranking mondiale.
- Nessun motivo di consolazione se in questa classifica troviamo la Moldova in 105sima posizione (stima del 2010) e siamo appena davanti alla Romania.
.C’è molto materiale su cui riflettere.
La situazione è grave e peggiora. Le leggi ci sono: mancano indagini adeguate, principi etici condivisi ed equità. Sono ben noti casi di parlamentari incriminati e protetti da mancate autorizzazioni a procedere delle Camere. Il Consiglio d’Europa propose nel 1999 una convenzione Internazionale contro la corruzione [http://conventions.c...ies/html/173htm] su proposta di 19 Paesi. La Convenzione impegna gli Stati firmatari (riuniti nel Gruppo di Stati contro la Corruzione – GRECO con sede a Strasburgo) a promulgare leggi adeguate che colpiscano pubblici ufficiali (nazionali o comunitari), parlamentari, funzionari e giudici per reati di riciclaggio, falsi contabili, corruzione passiva e attiva.
La Convenzione è stata firmata e ratificata da 43 Paesi. È stata firmata, ma non ratificata da: Austria, Germania, Italia, Lichtenstein, San Marino, USA, Messico.
L’11 Aprile scorso Transparency International ha censurato l’Italia per i trasferimenti eccessivi di fondi pubblici ai partiti politici. I nostri governi, che portano un ritardo di molti anni nel ratificare la Convenzione, hanno atteso che la situazione fosse svelata recentemente per reagire debolmente.
Oltre a leggi più stringenti ed efficaci, ci vuole una riscossa morale. Non servono a produrla le prediche dei guru. La può esprimere solo il pubblico (la società civile?). I corrotti e i concussori, vanno bloccati prima che si ritirino latitanti nelle ville comprate all’estero con il bottino. L’Italia deve ratificare la citata convenzione del 1999 per rendere più agevoli gli espropri di immobili e capitali in Paesi stranieri.
Servono deterrenti più efficaci. Corrotti e concessori devono essere esposti alla gogna. Invece di legarli in piazza a blocchi di legno e bersagliati con frutta marcia, una giustizia ‘riformata’ (quella che abbiamo è ‘deformata’) dovrebbe istituire fustigatori che in rete e sui media descrivano i loro reati, e l’odiosità dei danni che arrecano.
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