Appolonio nelle sue "argonautiche"
poema epico in greco antico
ci narra le avventure degli "argonauti"
ovvero un gruppo di eroici navigatori guidati da Giasone

che a bordo del vascello "argo"

costruito con l'aiuto della dea Atena
partono alla conquista del "vello d'oro" .
"Vello d'oro" ,
che a discapito del suo nome altisonante
altro non era che una pelle di ariete
per altro indispensabile per setacciare le acque alla ricerca di oro
bene assai raro nella antica Grecia .
(nell’immagine della statua lo potete vedere adagiato sul suo braccio sinistro)
Il viaggio estremamente temerario per l'epoca
prevedeva di passare gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli
per poi accedere ad un mare a quei tempi sconosciuto come il Mar Nero
e da qui ,
navigando non più sottocosta
come erano soliti navigare i greci antichi
bensì in mare aperto
arrivare sino all'odierna Georgia
Esperienza tanto temeraria per l'epoca
da essere poi divenuto ancora ai nostri tempi
il termine stesso "argonauta"
sinonimo di viaggiatore ardito .
Gli argonauti , per quanto audaci navigatori
erano però soliti invocare in loro aiuto
la mano di Zeus , χείρ τοῦ διός
non solo a loro protezione
ma soprattutto a protezione del loro vascello
che anzi ritenevano fosse , nei momenti di difficoltà ,
addirittura direttamente spinto dalla stessa mano di Zeus .
In questi giorni la tragedia della Costa Concordia
ci ha lasciati a bocca aperta per l’incredibile sequenza degli eventi
dove l’unica cosa buona fatta dal capitano
sembrava essere l’aver appoggiato la nave
su quel gradino di roccia a pochi metri dalla costa
ove tuttora giace .
Lo svilupparsi delle indagini però
ci dice che nella realtà dei fatti l’enorme nave era fuori controllo
con la sala macchine invasa dalle acque
ed in balia delle correnti e quindi degli eventi .
Un vero e proprio mostro di acciaio senza controllo
con in groppa uno spropositato carico di vite umane
è andato quindi ad adagiarsi nell’unico punto in cui avrebbe potuto incagliarsi
causando il minor numero di perdite umane
nella miglior posizione pensabile
a pochi metri dalla riva
ed a pochi metri dallo stesso porticciolo dell’isola del Giglio .
Se non c’era la mano di Zeus a guidarla …
non so proprio dire chi possa essere stato
a fare un miracolo del genere !
Ah , dimenticavo
il vascello “Argo” dei nostri Argonauti
in onore alla missione portata a termine
venne poi trasportato dagli Dei in cielo
venendo così a formare la “Costellazione di Argo”
Chissà …
magari un giorno
gli abitanti dell’isola del Giglio
potranno ammirare la Costa Concordia
mentre in volo andrà a formare una nuova costellazione !
Edited by Rick, 17 January 2012 - 18:31.






























