Perche’ tanto interesse per Noto? Sappiamo che l’argomento del giorno nella politica del nostro paese è la corruzione e nello specifico la concussione (alla lettera, estorsione) che è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione commesso solo dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio. Per una strana coincidenza da Noto partirono le vessazioni di Licino Verre, propretore della Sicilia dal 73 al 71 a.C.che subì un celebre processo per concussioni e ruberie, pratiche piuttosto comuni nel periodo, nel quale Cicerone pronunciò contro di lui le orazioni denominate Verrine. Infatti veri e proprio atti di saccheggio erano piuttosto comuni da parte di Pretori e Propretori romani nella propria Provincia..In esilio volontario a Marsiglia, Verre vi trovò la morte,
Questo processo testimonia l'importanza politica che il processo contro Verre ha per la situazione politica di Roma, portando alla ribalta uno dei problemi più gravi per gli ultimi cinquanta anni della Res Publica, quello della corruzione e concussione. In questo caso, il senato della repubblica romana riusci’ a fare giustizia, dando una lezione di equità.
C’è oggi un aspetto ancora piu’ interessante che collega Noto alla ricerca scientifica e alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo. La creazione di un radiotelescopio di 32 metri di diametro a Noto, sconosciuto ai piu’, va a potenziare la ricerca non solo nel campo della radioastronomia ma anche nella geodesia, in particolare nello studio degli spostamenti delle placche tettoniche che è una delle prime cause per l’insorgenza dei terremoti e tsunami. Ancora qualcosa in piu’. Il radiotelescopio siciliano che si aggiunge a quello di Medicina (Bologna) puo’ essere utilizzato nel monitoraggio degli oggetti potenzialmente pericolosi (asteroidi e comete) per il genere umano in rotta di collisione con la Terra. Anche se sembra paradossale, è oggi teoricamente possibile deflettere un oggetto grande come una montagna dal suo tragitto, convogliando ad esempio con opportuni sistemi energia solare sul corpo per riscaldarlo dai ghiacci facendogli perdere massa e modificarne quindi l'orbita. E’ questa la tecnica dei collettori solari, che può essere paragonata a quella degli ‘specchi ustori’ di Archimede che riuscì a convogliare la luce solare sulle vele delle pentaremi romane incendiandole (vedi sopra). In questo caso la superficie dell’asteroide o cometa verrebbe intensamente riscaldata dalla radiazione concentrata dei collettori e questa, vaporizzando, sarebbe in grado di generare un getto di materia con conseguente spinta(come nel caso dei getti di gas espulsi dai nuclei cometari sottoposti all’azione della radiazione solare). Tra le opzioni non nucleari, la NASA, sta prendendo in serie considerazione nella difesa contro le asteroidi e comete in rotta di collisione con la Terra oltre che per il funzionamento delle navicelle spaziali, la tecnica degli specchi ustori di Archimede, siciliano, siracusano, quasi notiano.
Per saperne di più:
http://www.ira.inaf.it/Radiotelescopes.html
Nella foto il radiotelescopio di Noto.



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