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DI CUCINA, DI VINO E DI ALTRE SCIOCCHEZZE …


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523 replies to this topic

#141 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 24 May 2012 - 09:16

Ma come facevi a sapere che pur non essendo un goloso esagerato,
non cambierei un cannolo siciliano con niente al mondo :139: :139: :139:


Di fronte ad un "cannolo siciliano" conosco ben poche persone
non disposte a capitolare ...

#142 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 24 May 2012 - 09:47

Comprare il parmigiano “caduto” e aiutare un caseificio colpito dal terremoto
“Vediamo se il parmigiano si vende, se la rete di relazioni funziona davvero” si chiede dalla zona (anzi dall’epicentro) del terremoto che domenica scorsa ha colpito l’Emilia Romagna, Gianluca Diegoli, mago del web-marketing e blogger di lungo corso.
Gianluca ha ricevuto via email l’appello dell’azienda agricola Cusumaro, il cui magazzino di stagionatura del Parmigiano Reggiano in località Solara a Bomporto di Modena è stato gravemente danneggiato dal sisma. Per ripristinarlo, i Cusumaro hanno bisogno di vendere subito il formaggio, a pezzi, perché non può più essere stagionato. E lo fanno a prezzi ridotti.
“Parmigiano Reggiano di varie stagionature. Chi fosse interessato può inoltrare direttamente gli ordini entro giovedì 24 a: filieracorta@arci.it oppure al numero 346 1779737 “.
I prodotti disponibili anche sotto vuoto sono:
parmigiano reggiano 14 mesi € 11,50
parmigiano reggiano 27 mesi € 13,00
crema spalmabile €11,00.

Il formaggio si ritira martedì 29 maggio tra le 12.00 e le 18.30 nella sede del Comitato Arci di Modena in via IV novembre, 40/L – zona direzionale Cialdini.
L’appello inizia con una frase che non ha bisogno di particolari commenti:
“Chiediamo a tutti non tanto una mano, quanto l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro”.

#143 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 25 May 2012 - 11:35

Immagine Postata

A quando un talent-show sui camerieri ?
di Camilla Baresani

Sono sempre più numerosi i ragazzi che vogliono fare il cuoco (o meglio, lo chef: stesso impegno ma atmosfera lessicale più nobilitante), e scuole e corsi di cucina lavorano a pieno ritmo. Ma l’enfasi televisiva e il divismo che ne è conseguito, oltre a creare una congerie di cuochi sottoccupati, hanno messo in ombra la professione di camerieri e maître, che per tutto il ‘900 è stata una specialità nazionale.
Per servire i clienti dei ristoranti di gran nome, nelle cene della cafè society, e su lussuose navi da crociera, il personale italiano era il più ricercato e retribuito. Per fare un esempio, ben 30 dei 37 italiani imbarcati sul Titanic erano camerieri, ingaggiati dal gestore del ristorante à la carte, pure italiano.
La realtà è che lo chef può anche fare miracoli o essere un bluff, ma chi vi serve è comunque in grado di svilirne il talento ovvero di guidarvi nello schivare gli intrugli preparati in cucina. Il maître è una sorta di antropologo, perché deve capire al volo chi sta per servire – osservandone abbigliamento, accenti, intenzioni. Deve avere memoria ed essere preparato – addirittura colto, quantomeno in tema di cibo. Deve cavarsela con le lingue, avere un buon accento anche in italiano, saper catturare confidenza e fiducia del cliente.
Spesso torniamo in un ristorante proprio perché ci sentiamo come a casa, e questo avviene soprattutto grazie all’intesa che si instaura con chi serve in tavola. Ora che anche i ristoranti più importanti devono tagliare i costi, si sta affermando la figura del maître-sommelier, ruolo centrale di tutto il servizio e con responsabilità formativa sul resto del personale di sala. Nei gradi più elevati della carriera, il maître diventa “restaurant manager”: a lui è affidato il piano economico del ristorante, quello che fa sì che l’attività non vada gambe all’aria. È insomma un lavoro che permette di fare carriera, adatto a persone ambiziose e appassionate del mondo del cibo, con un savoir faire che agli chef non è richiesto.
Tra i maître italiani più famosi ci sono Alessandro Tonberli dell’Enoteca Pinchiorri e Umberto Giraudo della Pergola. Mentre Beppe Palmieri della Francescana e il grande Antonio Santini del Pescatore governano sia la sala sia la cantina.
“Basso profilo e altissime prestazioni”, dice Beppe Palmieri, che, pieno di orgoglio professionale, spera in un futuro in cui “le classi di Sala e Cantina delle scuole alberghiere siano sold out e ci siano quattordicenni che sognano di diventare il più bravo sommelier del mondo o il più brillante e carismatico restaurant manager di sempre”.
Aspettiamo che anche in televisione se ne accorgano, magari con un talent show ambientato in sala anziché in certe noiosissime cucine.

Edited by CarloP, 25 May 2012 - 11:37.


#144 Giovanni Ricciardi

Giovanni Ricciardi

    Advanced Member


  • 691 posts
  • Joined: 15-May 09

Posted 25 May 2012 - 13:15

Comprare il parmigiano “caduto” e aiutare un caseificio colpito dal terremoto
“Vediamo se il parmigiano si vende, se la rete di relazioni funziona davvero” si chiede dalla zona (anzi dall’epicentro) del terremoto che domenica scorsa ha colpito l’Emilia Romagna, Gianluca Diegoli, mago del web-marketing e blogger di lungo corso.
Gianluca ha ricevuto via email l’appello dell’azienda agricola Cusumaro, il cui magazzino di stagionatura del Parmigiano Reggiano in località Solara a Bomporto di Modena è stato gravemente danneggiato dal sisma. Per ripristinarlo, i Cusumaro hanno bisogno di vendere subito il formaggio, a pezzi, perché non può più essere stagionato. E lo fanno a prezzi ridotti.
“Parmigiano Reggiano di varie stagionature. Chi fosse interessato può inoltrare direttamente gli ordini entro giovedì 24 a: filieracorta@arci.it oppure al numero 346 1779737 “.
I prodotti disponibili anche sotto vuoto sono:
parmigiano reggiano 14 mesi € 11,50
parmigiano reggiano 27 mesi € 13,00
crema spalmabile €11,00.

Il formaggio si ritira martedì 29 maggio tra le 12.00 e le 18.30 nella sede del Comitato Arci di Modena in via IV novembre, 40/L – zona direzionale Cialdini.
L’appello inizia con una frase che non ha bisogno di particolari commenti:
“Chiediamo a tutti non tanto una mano, quanto l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro”.

Da qualche "altra parte" dicono che potrebbe essere una "sola" (come dicono a Roma) in quanto Cusumaro o Casumaro non risultano tra le aziende produttrici di Parmigiano Reggiano. Molto più semplicemente, forse, l'azienda Casumaro fornisce il latte al caseificio che ha subito danni dal terremoto. Superato il dilemma, vi è da dire che gli stessi prezzi proposti tramite web-marketing li trovo "sotto casa" nella grande distribuzione del tipo EMI, conad, ipersidis, pennymarket, eurospin, se a questi prezzi devo aggiungere le spese di spedizione o di viaggio, come al solito, per il consumatore finale nulla cambia se non l'intima soddisfazione di aiutare aziende in un periodo di difficoltà. Nella mia zona, da qualche anno vengono organizzati tre mercatini rionali a settimana dalla coldiretti, il loro punto di forza sono i così detti km zero o filiera corta, dal produttore al consumatore, bene, in questi mercatini le fragole vengono vendute a 3,5 € al kg. in simultanea, nella grande distribuzione a 1,98 € al Kg. stessa qualità e pezzatura. Il miele millefiori con lo stesso metodo passa da 5,20 € al Kg. a 8,50 € al Kg. la domanda che mi pongo è: ma noi consumatori finali per avere del risparmio effettivo, la spesa, bisogna farla presso la caritas?

#145 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 25 May 2012 - 14:12

Da qualche "altra parte" dicono che potrebbe essere una "sola" (come dicono a Roma) in quanto Cusumaro o Casumaro non risultano tra le aziende produttrici di Parmigiano Reggiano. Molto più semplicemente, forse, l'azienda Casumaro fornisce il latte al caseificio che ha subito danni dal terremoto. Superato il dilemma, vi è da dire che gli stessi prezzi proposti tramite web-marketing li trovo "sotto casa" nella grande distribuzione del tipo EMI, conad, ipersidis, pennymarket, eurospin, se a questi prezzi devo aggiungere le spese di spedizione o di viaggio, come al solito, per il consumatore finale nulla cambia se non l'intima soddisfazione di aiutare aziende in un periodo di difficoltà. Nella mia zona, da qualche anno vengono organizzati tre mercatini rionali a settimana dalla coldiretti, il loro punto di forza sono i così detti km zero o filiera corta, dal produttore al consumatore, bene, in questi mercatini le fragole vengono vendute a 3,5 € al kg. in simultanea, nella grande distribuzione a 1,98 € al Kg. stessa qualità e pezzatura. Il miele millefiori con lo stesso metodo passa da 5,20 € al Kg. a 8,50 € al Kg. la domanda che mi pongo è: ma noi consumatori finali per avere del risparmio effettivo, la spesa, bisogna farla presso la caritas?



Bisogna sempre verificare, giusto Giovanni ...
L'autore dell'articolo l’ha fatto e per questo ha scritto poco dopo nel blog:
“Chi fosse interessato può chiamare direttamente la signora Elisa Casumaro al numero 3409016093 tra una settimana o inviare una mail a elisa.casumaro@yahoo.it perché al momento è un gran casino… me lo ha detto lei stessa. Ci vorrà pazienza.
Altra cosa: il parmigiano può essere venduto sia a privati che ad attività commerciali, i prezzi indicati sono al kg.”
"Se non ti fidi, basta fare una telefonata al numero che ho indicato", conclude.

Da un’occhiata al prezzo di quotazione del parmigiano, questi ragazzi vendono
il loro prodotto al prezzo di sempre.
Questa operazione che aiuta chi ne ha bisogno, spero venga fatta da tutti gli altri
caseifici nelle zone colpite dal sisma.
Riguardo ai supermercati la mia opinione è quella di evitarli il più possibile.
Insieme con altre componenti, la grande distribuzione è tra gli artefici di questa sorta
di mercato malato, come hai rilevato con gli esempi sui prezzi.

#146 Daniele

Daniele

    Corrispondente Moldweb da Bucarest


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  • Joined: 24-April 07

Posted 25 May 2012 - 16:39

la domanda che mi pongo è: ma noi consumatori finali per avere del risparmio effettivo, la spesa, bisogna farla presso la caritas?

:roflmao: Hai ragione...
ma sai come si dice...
gira e rigira, il cetriolo va sempre a finire...

Edited by Daniele, 25 May 2012 - 16:40.


#147 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 30 May 2012 - 10:52

di Adriano Aiello
Immagine Postata
inutilità
Per chi scrivono i critici gastronomici? “Ricchi str**zi”, chef e altri critici gastronomici
L’ultima volta che siete andati a un ristorante superstellato? Potete rispondere anche mai, tanto è molto probabile che non ci andrete nemmeno in futuro. E quanti vostri amici hanno impegnato la macchina per una cena al Sorriso di Soriso?
Eppure stampa, guide, televisioni sembrano raccontare un mondo che non esiste nell’Italia di oggi. Quello dell’alta cucina, dei suoi rituali inaccessibili, dei suoi protagonisti ampollosi. La catena di tramite sono i grandi critici gastronomici: gli ex “gamberi” Daniele Cernilli e Stefano Bonilli, o l’onnipotente Enzo Vizzari, icona di un certo modo di intendere la gastronomia, i suoi giochi di potere e di visibilità.
Un mondo culturale che mi ricorda molto il microcosmo – a me noto – della critica cinematografica più intransigente. Quella che pontifica, “solipsizza” (per usare un termine che gradirebbero, se esistesse) e difende la propria nicchia autoreferenziale con voli pindarici risibili. Che parla di corpo e spolvera il vocabolario altisonante per Transformers. Anche nell’alta cucina l’agonia è dietro l’angolo ma ci si nasconde dietro uno gnocco. Destrutturato ovviamente. Anche in tempi di struttura. E di portafogli grondanti sangue.
Ogni volta che li leggiamo ci chiediamo: ma per chi scrivono realmente questi qua? A seguire lo sfogo del brillante blog americano Gawker, su una recensione che il New York Times ha fatto del lussuoso Le Bernardin, questi critici scriverebbero per solo tre categorie: ricchi stronzi (citazione dal testo, non mi denunciate o percuotete a suon di carte platino), altri critici gastronomici e altri cuochi che gestiscono ristoranti per le categorie di cui sopra.
La provocazione è sana e incisiva, chiara sin dal titolo del post: i critici gastronomici sono indegni. E troppo spesso, aggiungerei, assomigliano agli intellettuali che derideva Woody Allen in Io e Annie, quando li immaginava conoscersi tra le pagine dell’ipotetica rivista “vita ermeneutica” con Mozart, James Joyce e sodomia come punti di comunanza.
Ma per tornare all’inutilità, rischiano di esserlo anche le riviste o i quotidiani che li assumono per delirare su cene pantagrueliche, vini inarrivabili ed esperienze sensoriali elitarie. Potrebbero risparmiare i soldi perché non c’è un pubblico per questi articoli.
Senza considerare che spento l’allarme per l’assenza di urgenza giornalistica entra in gioco un rapporto tra critica e chef su cui aleggiano molti dubbi. Man mano che la china economica e socio-culturale del Paese si fa più discendente, questo microcosmo mostra la sua natura più deteriore e anacronistica.
Esplode la contraddizione di un mondo popolato da pochi eletti che si parlano addosso, si riproducono tra loro e mangiano in posti dove la prenotazione è solo un surrogato dell’idea di accessibilità democratica.
Intanto lì fuori, le cose finiscono per sfuggire.
Un mondo dove si è schiacciati dalle volontà lobbistiche e le voci discordanti si manifestano solo quando si viene catapultati fuori. Ma poi le reprimende suonano stonate e patetiche. Come quelle degli atleti che denunciano il doping quando non hanno più nulla da guadagnare dal loro mondo. Ma quanto durerà ancora?

Edited by CarloP, 30 May 2012 - 10:53.


#148 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 31 May 2012 - 17:48

Italia settima in Europa per consumo caffe', prima la Finlandia
Dati diffusi per Festival su Bevanda in programma a Firenze

ANSA 31 maggio

Immagine Postata

FIRENZE - L'Italia e' al settimo posto in Europa per il consumo di caffe'
con 5,77 kg pro-capite all'anno nella classifica che vede al primo posto
la Finlandia (10,58 kg), seguita da Danimarca (9,99 kg) e Olanda (9,85).
Sono i dati del 2011 (fonte Coffitalia, annuario 2011/2012) diffusi oggi
in occasione della presentazione di Pausa Caffe', il primo festival italiano
dedicato alla cultura del caffe' che si terra' il 7 e l'8 giugno,
alla biblioteca delle Oblate di Firenze, organizzato da Francesco Sanapo,
campione italiano di caffetteria e dalla Cooperativa Archeologia.

Tra gli eventi speciali il festival presentera' il primo campionato italiano

di Latte Soyart (tecnica artistica di decorazione del cappuccino) e la
finale italiana del 5/o campionato di assaggiatori di caffe' (Cup Tasters).
Il programma prevede incontri, proiezioni cinematografiche, degustazioni,
pranzi e cene dedicate alla bevanda nera ''piu' apprezzata al mondo
dopo l'acqua - si ricorda in una nota - con un consumo mondiale che
raggiunge ogni anno i 5,9 milioni di tonnellate, seconda dopo
il petrolio come commodity piu' trattata sui mercati finanziari''.

''Il caffe' - ha detto Sanapo - e' piu' famoso e trattato come materia di studio

all'estero che in Italia. Per questo ho pensato di organizzare una due giorni
per fare il punto e creare un appuntamento annuale.
Pensate che la parola italiana caffe' e' utilizzata in 70 paesi del nostro pianeta''.
''Ogni anno in Italia - ha aggiunto - vengono consumati 3,4 miliardi di espresso,
serviti in oltre 200.000 bar disseminati lungo tutta la Penisola''.

Tra i dati diffusi, che saranno poi trattati e spiegati durante le tavole rotonde del festival,

alcune curiosita' sulle abitudini degli italiani: gli uomini bevono piu' caffe' delle donne
(1,7 tazze al giorno contro 1,5); l'81,1% dei bevitori si gusta fino a tre caffe' al giorno;
il 57% del caffe' e' consumato a colazione, il 34% tra i pasti ed il 13% fuori pasto
e il 22,2% degli italiani consuma almeno una tazzina quotidiana al bar.

Edited by CarloP, 31 May 2012 - 17:52.


#149 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 05 June 2012 - 16:09

L'elogio delle “Placinte”
Ebbene si.
So che alcuni cultori della cucina italica storceranno il naso
ma è giunto il momento di scoprire le carte.
Se c'è un piatto che mi piace da morire sono proprio le “Placinte”...
Un sottile strato di pasta, leggero, un poco croccante, con il ripieno di formaggio,
nella versione che preferisco, quasi etereo.
Ritengo sia un piatto perfetto e senza ombra di dubbio sublime.


La mia versione preferita, rivisitata, è accompagnata,
o meglio intervallata da fette di salume di Sant'Olcese,
un paesino nell'entroterra genovese
(ma l'abbinamento può essere un buon prosciutto o addirittura
la "Cecina de Leon", un prosciutto di mucca fatto in Spagna).

Genova ? Ma cosa c'entra con la focaccia moldava.

Io credo che in qualche modo c'entri.

In Liguria è nota la “Focaccia di Recco”, una focaccia al formaggio.
L’impasto è formato esclusivamente da acqua, farina, sale e olio extra vergine d’oliva. Nella vera focaccia al formaggio di Recco, la differenza la fa (manco a dirlo) il tipo di formaggio che viene utilizzato, ossia la crescenza.

Ma, riassumendo, penso: due paesi distanti oltre 2.000 km. con un prodotto dalla somiglianza sbalorditiva: due strati di pasta con l'interno ripieno di formaggio.

Mi sorge comunque un dubbio: sarà nata prima la Focaccia di Recco o le Placinte moldave, in quel magico gioco di percorsi che spaziano tra la Turchia e la Grecia ?

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Edited by CarloP, 05 June 2012 - 16:17.


#150 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 06 June 2012 - 15:09

Ritiro italiano per Trapattoni e la nazionale irlandese.
E il cibo lo portano da casa

Immagine Postata
Pronti a cambiare canale? A giugno ci sono gli Europei di calcio. Tutti su RaiMovie, siamo d’accordo. Intanto Giovanni Trapattoni, allenatore della nazionale irlandese, è arrivato a Montecatini con la squadra in ritiro. Che bello, diciamo in coro: il made in Italy, la dieta mediterranea, gli stranieri preferiscono noi. Giusto? Macché.
“Siamo felici di essere qui e di contribuire con i prodotti della nostra terra al ritiro della Nazionale irlandese” dice John Keane, Manager-Italia di Bord Bia, ente governativo irlandese, tra gli sponsor della squadra durante l’allenamento di Montecatini”. Prego? Vi portate il cibo DA CASA? Esatto: “per prepararsi all’importante appuntamento, il Trap ha scelto un’alimentazione ricca di prodotti di origine irlandese, la cui filiera produttiva è controllata da Bord Bia“.
E non contenti, si sono portati pure lo chef: David Steele. Ma allora ditelo.

Edited by CarloP, 06 June 2012 - 15:10.


#151 Alfredo Ferrari

Alfredo Ferrari

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Posted 06 June 2012 - 19:23

Chisinau. Pizzeria Corso, il primo forno a legna della capitale!

I gestori sono moldavi che hanno lavorato in pizzerie italiane per diversi anni, indirizzo: Strada Sfatul Tarii 14/1

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#152 Daniele

Daniele

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Posted 06 June 2012 - 19:33

Chisinau. Pizzeria Corso, il primo forno a legna della capitale!

I gestori sono moldavi che hanno lavorato in pizzerie italiane per diversi anni, indirizzo: Strada Sfatul Tarii 14/1

L'hai già "testata"?

#153 Alfredo Ferrari

Alfredo Ferrari

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Posted 06 June 2012 - 19:52

L'hai già "testata"?

Ha aperto venerdi scorso...l'ho provata lunedi, prosciutto & funghi, buona :)

#154 CarloP

CarloP

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Posted 07 June 2012 - 11:44

Al di là di ogni giudizio, della bontà della pizza, apprezzo una cosa basilare.
Il ritorno in patria di moldavi che hanno lavorato all'estero e che ritornano
a casa con un bagaglio di esperienza non indifferente.
La Moldova ha bisogno di questo. Bravi ragazzi.

Edited by CarloP, 07 June 2012 - 11:45.


#155 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 16 July 2012 - 19:16

Immagine Postata

street food mobile

La rivincita del cibo da strada: se voglio aprire l’Ape da street food devo emigrare

Chi l’avrebbe mai detto che l’Ape Piaggio sarebbe diventata uno dei simboli dello street food italiano?
Quand’ero piccolo io l’Ape era da tamarro o da nonno del bar, non di certo un mezzo figo, cult, “avanti”.
Forse perché simbolo di italianità, o perché comoda e versatile, ecco che per strada cominciano a spuntare Api ovunque. Ed ecco che anche il cibo di strada mi diventa un format. Poco male, se possiamo godere di più, ben vengano i format e le idee.
Come quelle dell’architetto Andrea Carletti di Street food Mobile, che progetta e noleggia mezzi attrezzati per produrre e portare in giro il buon cibo. Da quando ha aiutato i miticoltori liguri a trasformare cozze e muscoli in panini da vendere in spiaggia, continua a portare avanti belle iniziative. Sarà anche a Londra e durante le Olimpiadi, una sua Ape Piaggio sotto il marchio “Gurmetti” andrà in giro per le strade a vendere street food rigorosamente made in Italy.
Chissà se avrà ispirato lo chef di Senigallia Mauro Uliassi, genio divenuto itinerante con l’Uliassi Street Good, una bat-mobile disegnata da Mirko Gabellini dove prepara a prezzi umani fish&chips alla senegalese, chiken wings e mojito frozen.
Tutti giù per strada allora. Dagli chef che scendono in strada, agli sciami di Api attrezzate, alle associazioni non-profit come Streetfood.it che raccoglie, sotto uno strettissimo decalogo, i produttori e promotori del cibo di strada genuino e quasi dimenticato.
Dimostrazione che lo chef non è solo il vip di bianco vestito che esce a prendere gli applausi del pubblico in sala, ma anche quello che animato da una sana passione, si reinventa e mette in moto l’Ape anziché il ristorante, quello che ribalta le regole del sofisticato food e ci riporta dove tutto nasce. Perché è proprio lì che non si può scherzare, che necessariamente ci si deve inchinare al territorio, al clima, alle persone, alla strada appunto. Dove non ci sono distinzioni di tasca o di età.
Ape Piaggio di Street food Mobile anche per Le grand Fooding, a Milano da domani al 5 luglio con “Pelle all’arrabbiata”. Dismessi i toque, accesi dal ruggito primordiale, alcuni giovani chef d’Oltralpe e nostrani ci ricordano che si può fare, si può infrangere la regola del tavolo e della sedia e buttarsi sulle vie asfaltate per valorizzare, rivisitare o riportare in auge il buon cibo di strada.
A pensarci bene m’è venuta voglia di aprire un’Ape, di fatto più economica e rapida di un ristorante. Ho chiamato Andrea Carletti e mi sono fatta dire come fare. Risposta: “devi andare a vivere in un altro paese”.
Ecco lo schiaffo e la triste realtà italiana, Andrea mi dice che molti progetti qui da noi sono bloccati dalla lunga trafila burocratica che deve passare per Uffici Commercio e Affari pubblici, acquisto della licenza come ambulante/itinerante, problemi folli di collocazione del mezzo “certe vie sono blindate, solo perché i commercianti vicini protestano”.
A Londra, dove è già attivo con il suo progetto, è tutta un’altra cosa “l’Asl ad esempio interviene per suggerirti delle migliorie e torna a verificare dopo 2 settimane, non viene per farti chiudere all’istante”.
Lui è un entusiasta, si capisce subito. Per non perdere l’ottimismo è costretto a guardare e progettare fuori, Stati Uniti in particolare. Eccola che si ripete, la fuga.
Qui non si tratta di cervelli (anche) ma di street food e ottimi progetti che in Italia non riescono a essere valide alternative per chi è ricco di idee e passione, ma non ha la forza economica di aprire un ristorante.


(Cristina Scateni)

Edited by CarloP, 16 July 2012 - 19:20.


#156 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 21 July 2012 - 17:38

Mozzarelle blu, nuovo caso in Piemonte
Inchiesta procura dal 2010, ora si cercano altre stesso lotto

Immagine Postata

Mozzarelle blu, nuovo caso in Piemonte
ANSA 21 luglio

Un nuovo caso di mozzarella che si colora di blu è stato denunciato da un consumatore a Grugliasco (Torino), che l'aveva acquistata in un discount del capoluogo piemontese.
Il latticino, di produzione tedesca, è stato sequestrato su disposizione del pm Raffaele Guariniello e inviato all'Istituto zooprofilattico del capoluogo piemontese per analisi.
La Procura di Torino ha aperta un'inchiesta sui casi di mozzarelle colorate a partire dal 2010.
Sono in corso ricerche di altri prodotti dello stesso lotto.
Il nuovo fascicolo aperto dal pm Guariniello è contro ignoti per l'ipotesi di reato di violazione della legge sugli alimenti. E' la stessa ipotesi di reato per cui vi sono una dozzina di indagati (dirigenti e responsabili di aziende produttrici di latticini italiane e tedesche) per gli episodi a partire dal 2010. Non è esclusa un'unificazione dei procedimenti.
Secondo le consulenze disposte dal pm, il fenomeno delle mozzarelle colorate
(più spesso di blu, ma in alcuni casi anche di rosa) è originato dalla presenza del batterio pseudomonas fluorescens che, secondo la ricostruzione degli investigatori, é dovuto all'uso di acque di pozzo nel trattamento del formaggio durante le fasi della lavorazione.

Edited by CarloP, 21 July 2012 - 17:40.


#157 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 22 July 2012 - 15:11

Continua per Andy's Pizza l'apertura di altri punti vendita.
Questo e' a due passi da casa nostra, praticamente davanti all'Accademia di Studi Economici della Rep. Moldava, un vantaggio per noi.
Design accattivante, cucina e zona pizza a vista. Finalmente ... vedere chi lavora
dietro le quinte e' un gran passo in avanti.
Mangiare nello standard di Andy's Pizza, costante e migliore di tanti altri che vantano
di fare una buona pizza.
Scusate la qualita' delle foto, scattate col telefonino ...

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Edited by CarloP, 22 July 2012 - 15:13.


#158 Rick

Rick

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Posted 23 July 2012 - 01:06

una buona pizza.


Mahh :hmm: :hmm: :hmm:

Facevano prima ad asfaltarla questa povera pizza stracolma di ingredienti !

#159 giobruno

giobruno

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Posted 23 July 2012 - 07:24

Continua per Andy's Pizza l'apertura di altri punti vendita.
..........Mangiare nello standard di Andy's Pizza, costante e migliore di tanti altri che vantano di fare una buona pizza.


mi piace ammettere che i locali Andy's pizza offrono il migliore rapporto qualità/prezzo che i personalmente conosco, almeno finora riscontrato in terra moldava (incluso PMR). Sul fronte pizza, c'è un lento e graduale miglioramento e avvicinamento ai nostri standard...ancora abbastanza lontani.

#160 jerrydrake

jerrydrake

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Posted 23 July 2012 - 14:49

mi piace ammettere che i locali Andy's pizza offrono il migliore rapporto qualità/prezzo che i personalmente conosco, almeno finora riscontrato in terra moldava (incluso PMR). Sul fronte pizza, c'è un lento e graduale miglioramento e avvicinamento ai nostri standard...ancora abbastanza lontani.


Io ci vado sempre a mangiare con piacere e comunque la loro pizza è la migliore. Quando vai un pò di fretta o vuoi stuzzicare giusto qualcosa non esiste alternativa migliore.