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#1 Danza

Danza

    Mamma Moldweb


  • 4420 messaggi
  • Iscritto il: 03-ottobre 05

Inviato 30 novembre 2010 - 11:34

articolo tratto da: Il' class='bbc_url' title='Collegamento esterno' rel='nofollow external'>http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/205081__la_fece_abortire_a_suon_di_botte_torna_a_pestarla/']Il Giornale di Vicenza »


La fece abortire a suon di botte Torna a pestarla

28/11/2010. IL CASO. La polizia ha catturato nuovamente un compagno violento
Era scappato per non farsi arrestare, ma gli agenti lo hanno atteso in ospedale dove era andato a farsi visitare: in manette.Era stato arrestato una prima volta in maggio: aveva picchiato la sua compagna, incinta, fino a farle perdere il figlio (di entrambi) che teneva in grembo. Il giudice Stefano Furlani aveva accolto l'istanza del pubblico ministero Claudia Dal Martello, e la polizia lo aveva catturato per procurato aborto, lesioni e maltrattamenti in famiglia. Nelle scorse settimane, dopo essere ritornato in libertà, gli era stato notificato l'obbligo di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna, ma qualche giorno dopo era andato a casa sua e l'aveva picchiata. La donna era stata salvata da una vicina, lui era scappato.
L'altro pomeriggio, la polizia lo ha arrestato nuovamente. In virtù di una nuova ordinanza del giudice, gli agenti della squadra mobile hanno riaccompagnato in carcere il cittadino moldavo Vitalie Salcutanu, 33 anni, ex collaboratore domestico in cerca di occupazione. Il violento è stato catturato proprio nella giornata contro la violenza verso le donne. Domani, difeso dall'avv. Giacomo Zanella, l'immigrato sarà interrogato e potrà fornire al giudice la sua versione dei fatti.
Gli ultimi mesi sono stati un incubo per Silvia, 37 anni, cittadina moldava residente nella zona di Saviabona. Non fosse stato per la questura e per la tempestività degli interventi della magistratura, avrebbe probabilmente rischiato di subire molti più soprusi. «Vitalie non è una cattiva persona, ma quando beve diventa irascibile e alza le mani», aveva spiegato ai poliziotti. Va detto che anche in passato il compagno l'aveva picchiata; di qui l'accusa di maltrattamenti.
Il fatto più grave era avvenuto all'inizio di maggio, quando il moldavo era rientrato una sera ubriaco e aveva litigato con la sua compagna, con la quale conviveva da quattro anni. L'aveva presa a schiaffi, calci e pugni, e l'aveva spinta contro un mobile: lei aveva subito un violento colpo al ventre, ed aveva perso sangue. Era corsa in ospedale (accompagnata da un'amica), dove era stata ricoverata in rianimazione. Nella notte un aborto spontaneo le aveva fatto perdere il feto. Una circostanza che aveva dato il via alle indagini dei poliziotti del posto fisso del S. Bortolo, e che poi erano state seguite dai detective del vicequestore Michele Marchese. Lui si era difeso, fornendo una versione diversa, che non gli aveva evitato la galera.
I poliziotti gli avevano notificato poi, di recente, l'obbligo di non avvicinarsi alla donna, ma alcune sere fa Salcutanu si era presentato a casa sua, senza badare al provvedimento del giudice.
La vicina aveva sentito urla e colpi, e Silvia gridare aiuto. Aveva chiamato il 113, e si era presentata dai vicini con una mazza da baseball: aveva fatto scappare Silvia in casa sua, mentre Vitalie si era allontanato. Quella sera Silvia era sanguinante, ma non aveva voluto farsi accompagnare in ospedale. Alla polizia aveva spiegato l'accaduto, raccontando di averle prese ancora una volta.
Da quella sera, Salcutanu era scomparso dalla circolazione. Gli agenti lo avevano cercato dappertutto, senza riuscire a trovarlo. Finché avevano scoperto che aveva fissato una visita ortopedica al S. Bortolo, ed hanno deciso di aspettarlo in ospedale. Quando il moldavo si è presentato, lo hanno subito bloccato; lo hanno accompagnato alla visita, e successivamente lo hanno trasportato direttamente in carcere al S. Pio X, in virtù della nuova ordinanza, firmata con aggravamento di quella precedente che non era servita a calmare i bollenti spiriti dell'immigrato. D.N.