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625 risposte a questa discussione

#81 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 17 dicembre 2011 - 10:03

Allora ....

esistono paesi in cui le Lobby sono istituzionalizzate

ovvero in cui fare attività da lobbista è una vera e propria professione .


Sono in maggioranza i Paesi anglosassoni dove il termine lobby, per altro loro, ha tutt'altro significato sia come sostantivo che come verbo. Lobby non significa nè casta e nè protezione. E, soprattutto, in quei paesi esiste un concetto di democrazia che va oltre ogni lobby. Si è parlato negli ultimi decenni della lobby del tabacco americano, ma questo non ha impedito di fare dell' america la nazione piu' ANTI-FUMO del pianeta, nè ha impedito multe salatissime agli stessi produttori...se poi ci ricordiamo che in Italia sono addirittura monopolio dello Stato allora..., ma veniamo al buon Crozza. Lui è il classico italiano che pensa che il male (le lobby o le caste) siano dall' altra parte... La Casta siamo noi stessi Rick! In ogni azione quotidiana agiamo da lobbisti, da privilegiati, da vera casta: noi tutti, io, te, Crozza e chiunque leggerà questo topic. E' questo che non capiamo. Noi diamo la colpa ad i politici. Ma lo dico da anni, quelli non sono extra terrestri. Quelli siamo noi. Che:

o facciamo parte della casta dei dipendenti pubblici
o di quella del sindacato
o di quella dei pensionati baby
o di quella di qualche ordine professionale
o di qualche commerciante
o di quella dei magistrati o dei giudici (la piu' potente)
o di quella degli industriali (Fiat in testa) che hanno preso miliardi di contributi statali serviti solo ad ingrossare i loro conti esteri
o di quella dei giornalisti Rai
o di quelli del cinema, anche loro riempiti di contributi
o di quelle aziende che gravitano, vivono, vegetano e ingrassano intorno al business degli ENTI LOCALI

di tutto ciò è solo una minima parte a non farne parte: una parte del popolo delle partite IVA e una parte di operai ridotti ad uno stipendio da fame. Ma anche questi, puoi star sicuro se non casta VIVONO COME SE LO FOSSERO. Poichè compreranno a nero cd o griffe false o rubate, faranno debiti con le banche che poi non pagheranno, saranno servi di partiti per avere un piccolo vantaggio per il figlio o per la moglie disoccupata...etc..etc..

NOI SIAMO LA CASTA RICK, NOI ITALIANI tutti

#82 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 dicembre 2011 - 22:43

Cose che riguardano l'Italia
La gara per le allodole (sull’asta per le frequenze TV)
di Paolo Giovine

Registro un grande entusiasmo per la decisione di mettere all’asta le frequenze televisive, uno “schiaffo” a Berlusconi che mastica amaro per l’imboscata.
Ora, che la gestione della vicenda sia stata scandalosa, con Romani pronto a rincarare la dose nel finale, pare evidente a tutti; peccato che nessuno vada a fondo chiarendo come stiano davvero le cose.
Una gara per l’assegnazione di nuove frequenze televisive dovrebbe avere l’obiettivo di aprire seriamente il mercato, favorendo l’ingresso di soggetti che non hanno oggi una presenza in Italia: quindi, preferibilmente, soggetti solidi con know-how e mezzi finanziari adeguati.
Perché nessuno di questi signori si è presentato ad una gara ad assegnazione gratuita
(il famigerato Beauty Contest)?.
Certamente perché il bando di gara era piuttosto orientato ai soliti noti, ma anche perché chi ha dedicato qualche mese a studiare la situazione ha velocemente capito che vincere la gara si sarebbe presto trasformato nell’incubo peggiore.
Mettiamo che la BBC decida di sbarcare in Italia: hanno contenuti, know-how e soldi;
vincendo la gara, anche il diritto di trasmettere.
E qui inizia il bello. Da dove trasmettere?.

In Italia si trasmette da postazioni autorizzate, montando dei trasmettitori e delle antenne di ricezione su dei tralicci: come nel resto del mondo; peccato che non vi sia la possibilità, in Italia, di montare trasmettitori in buona parte delle postazioni strategiche (ad esempio, Roma Monte Mario, Torino Colle della Maddalena, Roma Monte Cavo, per citare quelli che mi ricordo all’impronta).
I limiti di inquinamento elettromagnetico sono ampiamente, già oggi, superati in buona parte delle postazioni italiane, e nessun comune o ARPA è disponibile a tollerare alcunché di nuovo: tant’è che se qualcuno decidesse di fare qualche controllo serio scoprirebbe che le situazioni di provvisorietà sono migliaia, spesso tollerate per quieto vivere: pensate che sarebbe semplice, per il sindaco di un piccolo comune, far spostare o, peggio, spegnere un impianto Mediaset o Telecom?.
A questo si aggiunga che, laddove ci fosse la possibilità teorica di montare nuovi apparati, occorrerebbe considerare un piccolo ma significativo dettaglio: la quasi totalità delle postazioni strategiche in italia è oggi controllata da società riconducibili a Mediaset (Elettronica Industriale e DMT), Telecom (Telecom Italia Media Broadcasting) o RAI (RayWay).
Che ci provasse, la BBC, ad ottenere l’accesso a queste postazioni, in tempi non biblici e nelle migliori condizioni operative. Scoprirebbe, ad esempio, che le antenne di trasmissione sono comuni, e che sono di proprietà dei suddetti soggetti, che le hanno forgiate e orientate a loro immagine e somiglianza. Purtroppo, però, le frequenze, per non interferirsi, funzionano in maniera diverse, ed una antenna studiata per altre frequenze non è quasi mai adatta anzi, spesso, non lo è affatto.
La BBC, poi, si accorgerebbe presto anche che le frequenze rimaste, tranne pochissime, hanno problemi serissimi di compatibilizzazione interna e, ancor più, di compatibilizzazione con gli stati europei confinanti, con cui l’Italia ha pensato bene di non trattare fino in fondo i coordinamenti necessari (ovviamente ci sono virtuose eccezioni, al tavolo di Ginevra Mediaset c’era eccome, e le sue frequenze sono state acquisite od ottenute tenendo conto di questi fattori).
Risparmio il tema delle dorsali di collegamento, delle frequenze dei ponti radio, dell’impossibilità di mettere a norma tralicci d’epoca o di dotare nuove postazioni di generatori elettrici.
La BBC si scoraggerebbe in fretta, o chiederebbe che si mettesse mano a tutto l’assetto radio-televisivo, prima di pensare a generare nuovo casino: farle pagare o darle gratis cambia poco, occorre azzerare un po’ di storia e decidere che i beni dello Stato (le frequenze, per l’appunto) possono essere concessi a privati se questi sono messi in condizione di utilizzarle al meglio, con pari possibilità competitive e a patto che non trasformino l’etere, com’è oggi, nel mercato delle vacche (con tutto il rispetto per il simpatico ruminante).
Certo, la BBC potrebbe alzare la voce, adire le vie legali; tipo, andare al TAR, un bel ricorso d’urgenza. Ah già, ce ne saranno pendenti, sulla questione, un migliaio.
Temo che la BBC non verrà, e come lei nessuno; quelli che sono nelle condizioni (senza rifare l’elenco) si prenderanno, a pagamento o gratis, quel che vorranno, e noi rimarremo con la grande soddisfazione di avergliela fatta pagare, a quelli che si impossesseranno ancor più di oggi del controllo sui mezzi di comunicazione.
Oddio, ci sarebbe internet; è per quello che stanziamo soldi in infastrutture e banda larga.
No? Ma va?

p.s.: le frequenze sono proprietà dello Stato e dunque appartengono a tutti. Le frequenze valgono sul mercato 16 miliardi, cioè più di metà della manovra. Fate voi.

Messaggio modificato da CarloP il 17 dicembre 2011 - 22:50


#83 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 18 dicembre 2011 - 08:01

p.s.: le frequenze sono proprietà dello Stato e dunque appartengono a tutti. Le frequenze valgono sul mercato 16 miliardi, cioè più di metà della manovra. Fate voi.


Non valgono una lira bucata! E' solo fumo negli occhi per i gonzi. Un pò come la tassa sugli yacht o qualche altra cretinata fatta in questi giorni. Ad i peones devi dare ogni giorno un pò di fumo affinchè sia al servizio del potere. Al tempo dei romani si dava pane e circense oggi si da, o meglio si fa finta di dare, pane e ODIO..
Un pò tu stesso Carlo hai esplicato bene i motivi per cui quelle aste andrebbero deserte, ma c'è altro, molto altro. La Tv come impostata oggi è obsoleta! Il chiaro quasi non esiste piu' e se l'economia andrà a rotoli, se ci sarà vera recessione gli introiti pubblicitari colorebbero a picco. Un asta? la facessero..forse l'unica vera azienda sana dell' Italia: mediaset potrebbe anche non partecipare, mandare a casa 40.000 persone e trovarci alle mercè di SKY, ma tanto siamo in Italia, tutto è possibile importante è mandare nell' arena qualche cristiano da far sbranare ad i leoni ed il popolo è contento :)

#84 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 19 dicembre 2011 - 16:32

Non valgono una lira bucata! E' solo fumo negli occhi per i gonzi. Un pò come la tassa sugli yacht o qualche altra cretinata fatta in questi giorni. Ad i peones devi dare ogni giorno un pò di fumo affinchè sia al servizio del potere. Al tempo dei romani si dava pane e circense oggi si da, o meglio si fa finta di dare, pane e ODIO..
Un pò tu stesso Carlo hai esplicato bene i motivi per cui quelle aste andrebbero deserte, ma c'è altro, molto altro. La Tv come impostata oggi è obsoleta! Il chiaro quasi non esiste piu' e se l'economia andrà a rotoli, se ci sarà vera recessione gli introiti pubblicitari colorebbero a picco. Un asta? la facessero..forse l'unica vera azienda sana dell' Italia: mediaset potrebbe anche non partecipare, mandare a casa 40.000 persone e trovarci alle mercè di SKY, ma tanto siamo in Italia, tutto è possibile importante è mandare nell' arena qualche cristiano da far sbranare ad i leoni ed il popolo è contento :)


se non ci fosse il Monopolio..perchè di ciò che si tratta un monopolio, dato che la Rai ormai è alla mercè della politica, le frequenze un valore reale, l'avrebbero. certo non 16 mld di euro..., ma stai sicuro. se avessimo diversi attori in scena, questi si sbranerebbero per avere nuove frequenze su cui trasmettere...

#85 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 20 dicembre 2011 - 07:01

ma stai sicuro. se avessimo diversi attori in scena, questi si sbranerebbero per avere nuove frequenze su cui trasmettere...


E i ripetitori chi gieli da?

La Tv, Lello, è già il passato! E chiunque si metterà o vorrà investire in questo settore sarà destinato al fallimento.

Messaggio modificato da jerrydrake il 20 dicembre 2011 - 07:14


#86 Rick

Rick

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  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 20 dicembre 2011 - 13:20

E i ripetitori chi gieli da?

La Tv, Lello, è già il passato! E chiunque si metterà o vorrà investire in questo settore sarà destinato al fallimento.


Come fallite erano le stesse rete4 e italia uno (italia nord ai tempi)

prima che le rilevasse lo stesso berlusca

Come di fatto fallita + volte è Tele monte carlo prima che divenisse la 7

e come sarebbe gia' da tempo se non avesse un azionista di riferimento come telecom ...

se non ci fosse il Monopolio..perchè di ciò che si tratta un monopolio, dato che la Rai ormai è alla mercè della politica, le frequenze un valore reale, l'avrebbero. certo non 16 mld di euro..., ma stai sicuro. se avessimo diversi attori in scena, questi si sbranerebbero per avere nuove frequenze su cui trasmettere...


tra l'altro

metterle in vendita di questi tempi

equivarrebbe a straSvenderle

Messaggio modificato da Rick il 20 dicembre 2011 - 13:27


#87 Rick

Rick

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  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 20 dicembre 2011 - 13:24

ma veniamo al buon Crozza. Lui è il classico italiano che pensa che il male (le lobby o le caste) siano dall' altra parte... La Casta siamo noi stessi Rick!


Ad onor del vero

se lo ascolti bene e per intero

mi sembra che sia la stessa conclusione a cui arriva Crozza

#88 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 21 dicembre 2011 - 15:39






http://www.youtube.com/watch?v=VGriyQGdu8E&NR=1&feature=endscreen

#89 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 23 dicembre 2011 - 19:54

Cose che i camerieri licenziati dal ristorante del Senato ci insegnano,
e cose che no

Scritto da: Antonio Tomacelli mercoledì 21 dicembre 2011 15:51


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Ci insegnano 1. [breve inciso: quando i giornali parlano di contribuenti [b]parlano di noi: tu, io, lui[/b]. Sempre meglio precisarlo. Fine breve inciso] Far spendere al contribuente 35.000 euro (35???) per un corso di perfezionamento “presso la prestigiosa scuola culinaria del Gambero Rosso”, è stato un salasso oltre che una pessima idea. Per chi cucinano oggi quei 9 cuochi visto che il ristorante del Senato, da quando è finita l’era del quasi gratis, si è strepitosamente svuotato ?.

Ci insegnano 2. Perché si è strepitosamente svuotato? La spiegazione sta nell’aumento dei prezzi seguito alle polemiche sul menù proletario di palazzo Madama. Ricorderete. “Dal 13,3% del costo per le pietanze standard (quindi l’87% gravava sul contribuente) si è passati con un balzo al 50 per cento. E dal 21,77% di quelle più pregiate (quindi il 78,23% gravava sul contribuente) improvvisamente al 75 o al 100%, secondo i casi”
Ci insegnano 3. Ciò significa che ora i poveri senatori arrivano sulla porta, danno un’occhiata al menù spalancando gli occhi e girano i tacchi. Scusate, non lo fareste anche voi ?, Prima pagavano un risotto con rombo e fiori di zucca 3 euro e 34 centesimi. Un carpaccio di filetto con salsa al limone: 2 e 76. Prosciutto e melone: 2 e 33. La Bistecca di manzo: 2 e 68. Oggi scuciono QUASI (c’è un’infinita gamma di sfumature in quel quasi) quanto noi comuni mortali.
Ci insegnano 4. E niente più compilation dei piatti più gettonati dagli illustri clienti. Del resto se al ristorante non ci va più nessuno, difficile che il filetto di bue a 5 e 53 euro — prima sempre esaurito — riesca a tenere il passo. O le lamelle di spigola con radicchio e mandorle a 3 euro e 34. Anzi, se prima o piatti raffinati erano in cima alle preferenze, dopo l’aumento gli sparuti clienti hanno deciso tutti contemporaneamente, guarda caso, di scegliere una dieta morigerata: riso all’inglese, pasta in bianco, insalatina.
Ci insegnano 5. Nulla possono lo scricchiolio del parquet e la soave musica delle posate d’argento che tintinnano sulle stoviglie de luxe. No, nemmeno i guanti bianchi dei camerieri, tutt’altro. Visto che ieri 6 di loro, causa crollo dei ricavi del 70%, hanno ricevuto altrettante lettere di licenziamento dalla società che gestisce il servizio, Gemeaz Cusin.

Ma ci sono pure cose che i camerieri licenziati dal ristorante del Senato non ci insegnano. Almeno, non a me. Ma forse potete aiutarmi.

Non ci insegnano 1. Da quando abbiamo deciso che i parlamentari non possono permettersi un pranzo in cui il filetto di bue costa 11 euro invece di 5 e 53 ?. E poi perché i locali nelle strade intorno a palazzo Madama stanno registrando un formidabile incremento del giro d’affari ?.
Non ci insegnano 2. Qualche parlamentare sta usando il licenziamento dei camerieri per protestare strumentalmente contro l’aumento dei costi al ristorante del Senato. Ora, ovviamente sono dispiaciuto per i licenziamenti, ma non mi pare equo che il contribuente, per salvaguardare il posto di 7 camerieri, 2 cuochi e un tabaccaio (comunque protetti dagli ammortizzatori sociali), debba pagare in eterno i 10 euro di differenza per il filetto dei parlamentari.
Non ci insegnano 3. O questa, come dicono alcuni, è foga moralizzatrice che travolge i più deboli ?.
Non ci insegnano 4. Che poi, un filetto di bue costa mediamente 20 euro. Pagarlo 10 equivale a spendere la metà di quanto avviene in un comune ristorante.
Non ci insegnano 5. Perché non appaltiamo il ristorante del Senato a McDonald’s ?.

Messaggio modificato da CarloP il 23 dicembre 2011 - 19:56


#90 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 27 dicembre 2011 - 22:24

E la “casta” dei sindacati? Non pagano Ici, ma hanno migliaia di sedi

C’è un’altra “casta” che accumula beni e a cui non piace “sganciare”: è quella dei sindacalisti, come scrive Stefano Zurlo.

Il giornalista prende a modello un libro scritto da Stefano Livadiotti dell’Espresso.
Infatti, spiega Zurlo, i sindacati non pagano l’Ici.
Eppure gli immobili non mancano loro.
Ecco i conti fatti dal giornalista: “Per capirci la Cgil dice di avere 3mila sedi in giro per l’Italia. è una sorta di autocertificazione perché, al­tra prerogativa ad personam , i sin­dacati non sono tenuti a presenta­re i loro bilanci consolidati. Sfug­gono ad un’accurata radiografia e non offrono trasparenza, una mer­ce che invece richiedono punti­gliosamente agli imprenditori.
Dunque, la Cgil dispone di un al­bero con 3mila foglie ma la Cisl fa anche meglio: 5mila sedi.
Uno sproposito.
E la Uil, per quel che se ne sa, ha concentrato le sue pro­prietà nella pancia di una spa, la Labour Uil, che possiede immobi­li per 35 milioni di euro”.
I sindacati, sostiene Zurlo, non pagano nulla grazie a una giurisprudenza a loro favorevole: “La legge equipara i sindacati, e in ve­rità pure i partiti, alle Onlus, le or­ganizzazioni non lucrative di utili­tà sociale”.
Inoltre, prosegue il giornalista, “gli immobi­li del Ventennio sono stati asse­gnati a Cgil, Cisl Uil, Cisnal (l’at­tuale Ugl) e Cida (Confederazio­ne dei dirigenti d’azienda).
Senza tasse, va da sé, come indica un’al­tra norma: la 902 del 1977″.
Ma non finisce qua, continua Zurlo, perché “un testo ad hoc , questa volta del 1991, permet­te alle associazioni riconosciute dal Cnel di poter creare i centri di assistenza fiscale.
I mitici Caf.
Qui i lavoratori ricevono assistenza prima di compilare la dichiarazio­ne dei redditi. Attenzione: la con­sulenza è gratuita perché, ancora una volta, è lo Stato a metterci la faccia e ad allungare la mano.
Per ogni pratica compilata lo Stato versa un compenso.
è un busi­ness che vale (secondo dati del 2007) 330 milioni di euro”.

http://www.blitzquot...ivilegi-946454/

Messaggio modificato da CarloP il 27 dicembre 2011 - 22:25


#91 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 03 gennaio 2012 - 21:15

Ecco i super-stipendi dei parlamentari italiani
Ma la Camera non ci sta: "Abbiamo le indennità più basse d'Europa"
La commssione Giovannini: "Impossibile fare una media". L'Ufficio di Presidenza di Montecitorio precisa: "Il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi con il PIL più elevato”
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Roma, 3 gennaio 2012 -
Si possono tagliare gli stipendi dei parlamentari italiani?
Per la Commissione guidata dal presidente Istat Enrico Giovannini, il problema è che i nostri deputati e senatori guadagnano più dei colleghi europei in termini di stipendio però costano di meno in termini di assistenti (i cosiddetti portaborse) e spese aggiuntive.
Lo dice il rapporto della Commissione incaricata di studiare la questione, pubblicato sul sito della Funzione pubblica e analizzato oggi da vari quotidiani.
Per la Commissione è impossibile fare una media.
L’organismo che aveva avuto l’incarico dal governo Berlusconi e dalle presidenze di Camera e Senato, confermato dall’esecutivo Monti, doveva rendere il suo verdetto entro il 31 dicembre e lamenta il poco tempo a disposizione.
La media comunque è complessa.
In Italia l’indennità parlamentare lorda per i deputati è di 11.283 contro i 7.100 euro della Francia, i 2.813 della Spagna, 8.500 nei Paesi Bassi, 7.668 in Germania.
A cui si aggiunge in Italia una diaria da 3.500 euro.
Sono però minori le spese accessorie, in particolar modo quelle dei collaboratori: rientrano per i deputati nostrani fra le spese di segreteria e rappresentanza, 3.690 euro al mese. Mentre per esempio in Francia un deputato può spendere fino a 9.100 euro al mese per i collaboratori, in Germania sono pagati dal Parlamento per un totale di 14.700 euro, in Austria sono dipendenti della Camera.
Per la Commissione comunque i dati raccolti sono “del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai fini indicati dalla legge”.
Insomma insufficienti per capire se e quanto tagliare. Quindi: “Nonostante l’impegno profuso e tenendo conto dell’estrema delicatezza del compito ad essa affidato, nonchè delle attese dell’opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa”.
Eppure, scrive Repubblica, ai tagli si pensa anche se le presidenze di Camera e Senato non interverranno sulla voce principale, l’indennità in senso stretto, nè sulla diaria da 3.500 euro. Invece si potrebbe, pare, intervenire proprio sulle spese per collaboratori e portaborse decurtanto quei 3.690 euro mensili di rappresentanza.
E “Libero” oggi titola, “La casta frega pure Monti - Stipendi d’oro salvi”.

Si legge nell’editoriale di Franco Bechis: “La commissione (...) ha gettato la spugna” e dopo aver citato le conclusioni: “Tradotto in pratica: mentre tutti gli italiani stanno versando sangue per la Patria bersagliati da nuove tasse, i Dracula che glieli stanno portando via hanno salvato vene e portafogli”.
"MA LE INDENNITA' SONO SOTTO LA MEDIA" - Le indennità dei deputati risultano inferiori a quelle dei colleghi europei. E’ quanto precisa una nota dell’Ufficio di Presidenza della Camera a proposito del rapporto della Commissione Giovannini.
“Nella giornata di ieri è stata trasmessa al Presidente della Camera dei deputati dal Presidente della Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa, professor Enrico Giovannini, la Relazione sull`attività e i risultati della Commissione medesima al 31 dicembre 2011.
Come correttamente precisato nel documento, a pag. 15, i dati contenuti nella Relazione sono ‘del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge’. Sicché con riguardo alle notizie diffuse in merito dagli organi di stampa alcune precisazioni si impongono ai fini di una compiuta informazione dell`opinione pubblica. Va, innanzitutto, sottolineato che dalla tabella di comparazione contenuta nella Relazione della Commissione - che conferma quanto emerso dallo studio effettuato dagli Uffici della Camera - si ricava che il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL più elevato”.
“I dati forniti nella Relazione - nella loro dichiarata provvisorietà e incompletezza - potranno comunque rappresentare un utile elemento di riferimento per le prossime autonome iniziative dei competenti organi parlamentari, volte a rideterminare costi ed emolumenti sostenuti per i deputati italiani, anche con riferimento al regime dei collaboratori”.

MATTEO RENZI - Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, si racconta al nuovo numero di Max e spiega la sua ricetta contro gli sprechi della casta: “Ai parlamentari - spiega Renzi - darei la stessa cifra che guadagno io come sindaco di una grande città: 4 mila 200 euro al mese, e abolirei ogni finanziamento ai partiti. Oggi fare manifesti elettorali non serve. C`è la Rete”. Infine, una curiosità su Firenze: “Vorrei dare le chiavi della città - dice il sindaco - al creatore di Internet, Tim Berners Lee, e all`ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Ci stiamo lavorando”.

Messaggio modificato da CarloP il 03 gennaio 2012 - 21:16


#92 Ettore2001

Ettore2001

    Advanced Member


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  • Iscritto il: 25-agosto 11

Inviato 04 gennaio 2012 - 19:03

Ecco i super-stipendi dei parlamentari italiani
Ma la Camera non ci sta: "Abbiamo le indennità più basse d'Europa"
La commssione Giovannini: "Impossibile fare una media". L'Ufficio di Presidenza di Montecitorio precisa: "Il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi con il PIL più elevato”
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Roma, 3 gennaio 2012 -
Si possono tagliare gli stipendi dei parlamentari italiani?
Per la Commissione guidata dal presidente Istat Enrico Giovannini, il problema è che i nostri deputati e senatori guadagnano più dei colleghi europei in termini di stipendio però costano di meno in termini di assistenti (i cosiddetti portaborse) e spese aggiuntive.
Lo dice il rapporto della Commissione incaricata di studiare la questione, pubblicato sul sito della Funzione pubblica e analizzato oggi da vari quotidiani.
Per la Commissione è impossibile fare una media.
L’organismo che aveva avuto l’incarico dal governo Berlusconi e dalle presidenze di Camera e Senato, confermato dall’esecutivo Monti, doveva rendere il suo verdetto entro il 31 dicembre e lamenta il poco tempo a disposizione.
La media comunque è complessa.
In Italia l’indennità parlamentare lorda per i deputati è di 11.283 contro i 7.100 euro della Francia, i 2.813 della Spagna, 8.500 nei Paesi Bassi, 7.668 in Germania.
A cui si aggiunge in Italia una diaria da 3.500 euro.
Sono però minori le spese accessorie, in particolar modo quelle dei collaboratori: rientrano per i deputati nostrani fra le spese di segreteria e rappresentanza, 3.690 euro al mese. Mentre per esempio in Francia un deputato può spendere fino a 9.100 euro al mese per i collaboratori, in Germania sono pagati dal Parlamento per un totale di 14.700 euro, in Austria sono dipendenti della Camera.
Per la Commissione comunque i dati raccolti sono “del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai fini indicati dalla legge”.
Insomma insufficienti per capire se e quanto tagliare. Quindi: “Nonostante l’impegno profuso e tenendo conto dell’estrema delicatezza del compito ad essa affidato, nonchè delle attese dell’opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa”.
Eppure, scrive Repubblica, ai tagli si pensa anche se le presidenze di Camera e Senato non interverranno sulla voce principale, l’indennità in senso stretto, nè sulla diaria da 3.500 euro. Invece si potrebbe, pare, intervenire proprio sulle spese per collaboratori e portaborse decurtanto quei 3.690 euro mensili di rappresentanza.
E “Libero” oggi titola, “La casta frega pure Monti - Stipendi d’oro salvi”.

Si legge nell’editoriale di Franco Bechis: “La commissione (...) ha gettato la spugna” e dopo aver citato le conclusioni: “Tradotto in pratica: mentre tutti gli italiani stanno versando sangue per la Patria bersagliati da nuove tasse, i Dracula che glieli stanno portando via hanno salvato vene e portafogli”.
"MA LE INDENNITA' SONO SOTTO LA MEDIA" - Le indennità dei deputati risultano inferiori a quelle dei colleghi europei. E’ quanto precisa una nota dell’Ufficio di Presidenza della Camera a proposito del rapporto della Commissione Giovannini.
“Nella giornata di ieri è stata trasmessa al Presidente della Camera dei deputati dal Presidente della Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa, professor Enrico Giovannini, la Relazione sull`attività e i risultati della Commissione medesima al 31 dicembre 2011.
Come correttamente precisato nel documento, a pag. 15, i dati contenuti nella Relazione sono ‘del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge’. Sicché con riguardo alle notizie diffuse in merito dagli organi di stampa alcune precisazioni si impongono ai fini di una compiuta informazione dell`opinione pubblica. Va, innanzitutto, sottolineato che dalla tabella di comparazione contenuta nella Relazione della Commissione - che conferma quanto emerso dallo studio effettuato dagli Uffici della Camera - si ricava che il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL più elevato”.
“I dati forniti nella Relazione - nella loro dichiarata provvisorietà e incompletezza - potranno comunque rappresentare un utile elemento di riferimento per le prossime autonome iniziative dei competenti organi parlamentari, volte a rideterminare costi ed emolumenti sostenuti per i deputati italiani, anche con riferimento al regime dei collaboratori”.

MATTEO RENZI - Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, si racconta al nuovo numero di Max e spiega la sua ricetta contro gli sprechi della casta: “Ai parlamentari - spiega Renzi - darei la stessa cifra che guadagno io come sindaco di una grande città: 4 mila 200 euro al mese, e abolirei ogni finanziamento ai partiti. Oggi fare manifesti elettorali non serve. C`è la Rete”. Infine, una curiosità su Firenze: “Vorrei dare le chiavi della città - dice il sindaco - al creatore di Internet, Tim Berners Lee, e all`ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Ci stiamo lavorando”.

E io pago!
http://www.dagospia....dente-34038.htm

#93 CarloP

CarloP

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Inviato 06 gennaio 2012 - 19:50

Il vero lumbard Immagine Postata Immagine Postata Immagine Postata
Non conosco personalmente Calderoli e non avete idea di quanto ne soffra: quell'uomo è a conoscenza di segreti, riguardo alla scelta degli abiti e degli aggettivi, che temo mi resteranno preclusi per sempre. Se però avessi confidenza con lui, gli direi che su Monti sta sbagliando strategia. Accusare il premier di aver mangiato il cotechino di san Silvestro a Palazzo Chigi con la sua famiglia di noti trasgressivi è stato un errore. E non solo perché ha offerto il destro al perseguitato di prendere elegantemente per i fondelli il persecutore, fornendo la lista dei negozi in cui la moglie aveva fatto la spesa. Molto più grave, dal punto di vista di Calderoli, è che la rivelazione sulle gozzoviglie montiane non avrà indotto i patrioti padani a scandalizzarsi, ma a riflettere sulla circostanza che, da buon lumbard, Monti aveva lavorato anche l'ultimo dell'anno.


Capisco che per scaldare la base leghista e farle dimenticare il nulla combinato a Roma dai suoi rappresentanti sia necessario tirare petardi contro il nuovo governo. E' la mira che mi sembra scentrata.
Di questo presidente del Consiglio si potrà dire che è un tecnocrate, che è il genero preferito dai tedeschi, persino che appartiene a una setta di banchieri o di vampiri, ammesso sia ancora possibile cogliere la differenza. Ma fare le pulci alla sobrietà di Monti è come esplorare il coté razzista di Obama: vano esercizio retorico. Specie se a farle, le pulci, è uno che ha condiviso l'avventura politica e stilistica di Berlusconi, accettando senza fare una piega che le auto di Stato venissero usate per scarrozzare le escort del sultano.
Immagine Postata
Massimo Gramellini

http://www.lastampa....4&ID_sezione=56

Messaggio modificato da CarloP il 06 gennaio 2012 - 20:12


#94 nikita

nikita

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Inviato 06 gennaio 2012 - 20:08

Quello che sta facendo Calderoli e la Lega è talmente stupido e assurdo che solo un idiota può credere alla nuova strategia imbastita da quei quattro cialtroni.
Il popolo del nord non è così stupido come quelli della Lega credono e auspicano.
I vari Bossi,Calderoli e Maroni torneranno presto nei bar del varesotto a giocare a tressette e briscola.
Che poi, è quello che sanno fare meglio.

#95 cemento

cemento

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Inviato 06 gennaio 2012 - 20:20

Quello che sta facendo Calderoli e la Lega è talmente stupido e assurdo che solo un idiota può credere alla nuova strategia imbastita da quei quattro cialtroni.
Il popolo del nord non è così stupido come quelli della Lega credono e auspicano.
I vari Bossi,Calderoli e Maroni torneranno presto nei bar del varesotto a giocare a tressette e briscola.
Che poi, è quello che sanno fare meglio.


Mhà io uno lo conosco :zitto:

#96 CarloP

CarloP

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Inviato 07 gennaio 2012 - 21:42

Lavoro: in Italia 2 su 3 ricorrono a parenti, amici o sindacati
77% vuole approcci informali, 32% va da centri pubblici impiego
07 gennaio, 21:26
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ROMA - ANSA
In Italia oltre due persone su tre in cerca di lavoro si affidano a un'intermediario che puo' essere un parente o anche un sindacato. Ricorrere a chi si conosce gia' e', cosi', la prima strada che si percorre per trovare un posto. A certificare le ''usanze'' degli italiani a caccia di un impiego e' Eurostat nel rapporto 'Methods used for seeking work', secondo dati aggiornati al secondo trimestre del 2011.
Nella Penisola chi bussa alle porte di amici, parenti o sindacati e', infatti, pari al 76,9%, una quota superiore alla media dell'area euro (68,9%), a quella dell'Unione europea nel complesso (69,1%) e soprattutto circa doppia a confronto con quella di Paesi come Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Anche se nel Vecchio continente c'e' chi fa peggio, e' il caso della Grecia (92,2%), ma pure di Irlanda e Spagna.
Nell'Unione europea, inoltre, si fa molta pubblicita' del proprio curriculum, del proprio percorso di studi, (68,8% Ue 17 e 71,5% Ue 27), una modalita' che viene anche seguita in Italia ma con una percentuale inferiore (63,9%), tra le piu' basse, in particolare a confronto con Irlanda e Slovenia, dove quello che Eurostat definisce come lo Study advertisement e' praticato da piu' di nove persone su dieci in cerca di lavoro.
L'Italia risulta anche tra i Paesi che meno fanno affidamento agli annunci di lavoro che compaiono sulla stampa o sul web, con solo il 31,4% che si rende disponibile a una precisa prestazione o risponde a un'offerta di impiego. Insomma, gli italiani credono poco nei contatti a distanza e privilegiano di gran lunga gli approcci diretti e informali. Non a caso e' anche al di sotto dei valori medi europei la quota di coloro che si rivolgono ad operatori istituzionali, come i centri pubblici per l'impiego (31,9%), addirittura l'Italia e' penultima nell'eurozona, alle spalle solo di Cipro, con una forte distanza dalla Germania (82,8%).
Un discorso simile vale per i centri privati di impiego, come possono essere le agenzie del lavoro. In generale, in tutta Europa chi contatta soggetti privati per essere assunto e' una minoranza, ma in Italia la fetta e' ancora piu' risicata (18,0%). Tornado alle preferenze degli italiani, la seconda via scelta per trovare un'occupazione consiste nel chiedere direttamente al datore di lavoro, sempre secondo le tabelle di Eurostat oltre sei persone su dieci in cerca si rivolge al principale. Molto probabilmente si tratta di una modalita' favorita dalla struttura produttiva del Paese, con tantissime piccole e medie aziende, dove, quindi, e' piu' facile entrare in rapporto con i 'capi'.

Messaggio modificato da CarloP il 07 gennaio 2012 - 21:49


#97 Ludmila B.

Ludmila B.

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Inviato 18 gennaio 2012 - 21:04

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Come cambia il mondo in 100 anni, eh?

Dispiace , che italiani non ricordano questo ! :prrrt:

#98 CarloP

CarloP

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Inviato 23 gennaio 2012 - 12:39

E' tipico delle caste pensare che le caste siano sempre e solo quelle degli altri,
mai il gruppo cui si appartiene:
«Gli altri sono chiusi, intoccabili e privilegiati. Noi no, noi. No».

#99 Rick

Rick

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Inviato 23 gennaio 2012 - 17:58

Dispiace , che italiani non ricordano questo ! :prrrt:


mah .... forse valeva per altri 50 anni prima

ma nel 1912 ... dubito .


Cmq sia a noi piace di più ricordare che +/- in quegli stessi anni

nel 1904 per la precisione

un italiano ,

(anzi meglio , un figlio di emigrati italiani ,

giusto per confermare che forse quanto scritto in quel da te citato

poteva riferirsi a 50 anni prima )

fondava a San Francisco la Bank of Italy , poi Banca of America and Italy

ed in fine Bank of America

ovvero la più grande banca degli USA

#100 CarloP

CarloP

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Inviato 30 gennaio 2012 - 11:37

Immagine Postata
Evado dopo di lui
30/01/2012 Immagine Postata
Immagine PostataApprovo alla grande il blitz della Finanza nel centro di Milano. Ma bisognava farlo proprio di sabato sera? Così si danneggia il commercio in un periodo di crisi… Giusta iniziativa, tanto di cappello, però perché non fanno le pulci al quartiere cinese? Sai quanti ne trovano lì, di lavoratori in regola e scontrini fiscali... Sveglia, ingenui: è un complotto per far chiudere i piccoli esercizi a favore della grande distribuzione. Dietro c’è la manina delle multinazionali e delle banche... Se la prendono coi soliti noti: mai una volta che vadano a curiosare nei circoli esclusivi o fra gli iscritti alle scuole d’élite... Cortina, Portofino, adesso Milano: vorrei sapere perché non si spingono al Sud a fare qualche controllo. Hanno paura di sudare o di prendersi una pistolettata?... Il problema sono i dentisti. Quello è il vero scandalo, altro che i commercianti. I dentisti!... Perché invece, i chirurghi? Mio cugino mi ha raccontato che... Sono un dentista. Non per difendere la mia categoria, però vogliamo parlare dei notai? Vogliamo parlarne o no?... La verità è che queste operazioni sono sacrosante, ma troppo spettacolari. Servono solo a gettare fumo negli occhi per far dimenticare alla gente che i politici non si sono ancora ridotti lo stipendio... Fosse solo lo stipendio! I primi a non pagare le tasse sono loro, i politici... I politici e i dentisti, ve lo dico io...

(Commenti che circolavano ieri in Rete a proposito del blitz della Finanza nei locali di Milano).

Messaggio modificato da CarloP il 30 gennaio 2012 - 11:41