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BENVENUTI IN ITALIA


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625 replies to this topic

#21 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 30 November 2010 - 16:11

Ciao Mario...e grazie per tutto quello che ci hai insegnato ...



#22 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 30 November 2010 - 16:36

Una "zingarata" ...



#23 antonov81

antonov81

    Advanced Member


  • 436 posts
  • Joined: 19-January 10

Posted 30 November 2010 - 17:02



Perchè muoiono sempre i migliori?

#24 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 03 December 2010 - 22:27

"Quello che in Italia non c'e' mai stato, una bella botta, una bella rivoluzione, Rivoluzione che non c'e' mai stata in Italia... c'e' stata in Inghilterra, c'e' stata in Francia, c'e' stata in Russia, c'e' stata in Germania, dappertutto meno che in Italia. Quindi ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che e' sempre stato sottoposto".
Mario Monicelli

Edited by cp55, 03 December 2010 - 22:28.


#25 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 06 December 2010 - 19:03

"Quello che in Italia non c'e' mai stato, una bella botta, una bella rivoluzione, Rivoluzione che non c'e' mai stata in Italia... c'e' stata in Inghilterra, c'e' stata in Francia, c'e' stata in Russia, c'e' stata in Germania, dappertutto meno che in Italia. Quindi ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che e' sempre stato sottoposto".
Mario Monicelli


La rivoluzione che si auspica non è quella di destra o di sinistra, non è quella dei proletari, sono passati quei tempi, qui si parla di rivoluzione degli ITALIANI TUTTI, uniti per riprendersi l'ITALIA, uniti per riprendersi la democrazia.

La casta politica è ormai una vera e propria classe sociale, c'è un'Italia che lavora e paga le tasse ed una che vive del lavoro altrui e delle sudate tasse, è una situazione non più sostenibile, bisogna distruggere per ricostruire...

Esprime con lucidità ciò che ho anch'io nel cuore...rabbia, tristezza e tanta voglia di lottare per la democrazia e la libertà della nostra povera Italia.

La rivoluzione che intende non è armata, ma una ferma e civile protesta contro l'oppressione e la dittatura che stiamo subendo.
Dobbiamo far capire che non siamo pupazzi nelle mani dei politici, tutti compresi, che non ci facciamo imbavagliare inermi e passivi subendo ogni ingiustizia con silenzio .....

Cosa vedi in giro ... solo persone che della politica ne fanno un mestiere ...
il mestiere di ladri (da sinistra a destra) ...

#26 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9,846 posts
  • Joined: 22-August 05

Posted 06 December 2010 - 19:13

La rivoluzione che intende non è armata,




Invece ci vorrebbe proprio quello! E' proprio quello che non ci è mai stato!
Qua ci è sempre stato regalato tutto!

#27 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 07 December 2010 - 16:23


Mi sono appena fatto una doccia.
Ci voleva, mi sento meglio.
Mi sento legato a mille persone, mille storie, mi sento legato a quelli che cercano di uscire da questo pantano, un fango appiccicoso,che ha fatto di quest'Italia una nazione divisa tra nord e sud, tra destra e sinistra, tra ricchi e poveri, tra progressisti e reazionari, tra chi racconta bugie e chi dice la verità, tra chi è su una gru e chi è sotto.
Tra chi dice che sei fortunato ad avere un posto di lavoro sicuro, e che quindi puoi perdere parte del tuo salario, a chi il posto non ce l'ha. Tra chi vuole che tu lavori fino a 65 anni e chi vorrebbe far lavorare i giovani. Tra chi dice che la spazzatura è colpa della camorra e chi riempie le discariche di rifiuti e tossici e di chi non paga le tasse.

Questa Italia è stanca, sfibrata e sfiduciata, questa Italia frana.
Non ho nominato il presidente del consiglio appositamente.
Lui che colpa ne ha?
Qualcuno lo ha pur eletto, qualcuno lo appoggia, e chi se non la maggioranza degli Italiani?
E se la maggioranza degli Italia la pensa cosi, allora tutto diventa difficile e triste.
Quello che abbiamo ce lo meritiamo tutto.

Edited by cp55, 07 December 2010 - 16:24.


#28 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 09 December 2010 - 16:25



#29 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 09 December 2010 - 22:13



#30 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 14 December 2010 - 11:58


C'è qualcuno che crede nelle bacchette magiche, c'è qualcuno che pensa alla rivoluzione, c'è chi, sconfortato, si è già arreso da tempo.

E invece noi sappiamo che basta saperla trovare, basta darle fiducia, basta aiutarla ad alzare la testa, ma per fortuna, un'Italia migliore c'è.


C'è un'Italia migliore sui tetti delle università, nelle aule delle scuole pubbliche, accanto a una culla, in coda a un supermercato, in un laboratorio di ricerca male illuminato, in una piazza piena di persone e di speranze, in case di fortuna, nelle librerie, nel lavoro quotidiano di tante associazioni, persino nei bar.

C'è un'Italia migliore fatta di cittadini che hanno preferito la fatica dell'onestà al comfort della furbizia.

http://www.ceunitaliamigliore.




#31 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 18 December 2010 - 20:20


Questa crisi che diventa ogni giorno più reale, sempre più lontana da quella dei telegiornali e dei mutui subprime, risparmia due classi sociali : quella dei ricchi più ricchi e quella dei poveri più poveri.

I primi anche avessero dieci volte meno di ciò che possiedono, non dovrebbero cambiare stile di vita.
I secondi devono, oggi come ieri, pensare alla sola sopravvivenza.

Quelli che stanno pagando il prezzo, sono le classi che stanno in mezzo: pagano per il degrado politico, sociale, economico e finanziario.

Dovremmo avere piena consapevolezza di questo e finire di fare i burattini manovrati da pochi incapaci.

Dovremmo alzare la voce e imparare a non farci condizionare.

Dovremmo finire di lamentarci e capire che la qualità della vita sarà sempre di più nelle nostre mani e conseguenza dei nostri comportamenti.


#32 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 19 December 2010 - 20:58

CRESCE IL NUMERO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO Sono più di quattro milioni gli italiani che negli ultimi quattro anni hanno deciso di emigrare.

Per l’esattezza sono 4.028.370, cioè il 6,7% dei residenti in Italia, un numero vicino a quello degli immigrati nel nostro Paese. L'aumento è di 113 mila persone rispetto al 2009 e di quasi un milione rispetto al 2006. Vivono in Europa (55,3%), America (39,3%), Oceania (3,2%), Africa (1,3%) e Asia (0,9%.

A stabilirlo è il quinto "Rapporto Italiani nel mondo 2010" della Fondazione Migrantes, in tutto 510 pagine che fotografano i nostri connazionali all'estero. All'8 aprile 2010 i cittadini iscritti all'anagrafe degli italiani all'estero sono 4.028.370. Ma dove vivono? Tra i Paesi preferiti, l'Argentina supera di poco la Germania (entrambi con oltre 600mila residenti), la Svizzera accoglie mezzo milione di italiani, la Francia si ferma a 370mila, il Brasile raggiunge i 273mila, Australia, Venezuela e Spagna superano i 100mila.

Immagine Postata

Tra gli italiani residenti all'estero più della metà non è sposato, quasi la metà è costituita da donne, più di un terzo è nato all'estero, mentre 121mila si sono iscritti all'anagrafe dopo aver acquisito la cittadinanza. I minorenni sono un sesto del totale, ma sono superati dagli ultrasessantacinquenni (18,2%). All'estero, oltre agli italiani che hanno la cittadinanza (quindi con passaporto e diritto di voto) vi sono i discendenti degli emigranti: quasi 80 milioni secondo una recente stima dei Padri Scalabriniani (25 milioni in Brasile, 20 in Argentina, 17,8 negli Stati Uniti e in Francia, 1,5 in Canada, 1,3 in Uruguay, 0,8 in Australia, 0,7 in Germania, 0,5 sia in Svizzera che in Perù).

Il Rapporto Migrantes prende in considerazione anche la mobilità interna all'Italia e valuta che nel complesso "tra spostamenti interni e verso l'estero, in andata e in rientro, temporanei o di lungo raggio, italiani che vanno o che ritornano, si arriva a quasi 400mila spostamenti totali, 1 ogni 150 residenti".

Nel 2001, il ministro dell'Università ha varato un programma per il rientro dei cervelli fuggiti dall'Italia. Ma con quali risultati? "Dei 460 ricercatori, faticosamente riportati in patria, infatti, solo 50 sono stati richiesti ufficialmente dagli atenei italiani e di essi solo un quinto avrebbe superato le forche caudine del Consiglio Universitario Nazionale. L'emorragia dei cervelli è, quindi, destinata a continuare, specialmente dal Sud: se si prende l'esempio della Puglia, si constata che annualmente il 45% dei 23.500 nuovi laureati lascia la regione, per lo più definitivamente".





#33 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 09 January 2011 - 13:49


Bellitalia.

Delitti in famiglia a Fidenza, Lucca, Ancona e Cremona.
Sparatorie in strada a Reggio Calabria, Napoli e Genova.

Come se non bastasse il nostro “far west”, in televisione trionfa il Gf come festival della violenza e della prevaricazione e Borghezio invita il presidente Napolitano a non “allargarsi”.

Povera Italia (che festeggia l’unità).

Edited by cp55, 09 January 2011 - 13:55.


#34 nikita

nikita

    Advanced Member


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  • Joined: 16-August 05

Posted 09 January 2011 - 16:11


Bellitalia.

Delitti in famiglia a Fidenza, Lucca, Ancona e Cremona.
Sparatorie in strada a Reggio Calabria, Napoli e Genova.

Come se non bastasse il nostro “far west”, in televisione trionfa il Gf come festival della violenza e della prevaricazione e Borghezio invita il presidente Napolitano a non “allargarsi”.

Povera Italia (che festeggia l’unità).


Chissà perchè le cose che vai elencando non mi sorprendono!
L'ho detto: un lungo, inesorabile, declino! ;)

#35 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 10 January 2011 - 10:35


È Renzi il sindaco più amato d'Italia.
Zaia al comando fra i governatori

di Gianni Trovati

La polemica è il sale della lotta politica, e rende più abbondante la raccolta del consenso. Il Governance Poll 2010, realizzato da IPR Marketing per il Sole 24 Ore, che misura il favore riconosciuto dagli elettori agli amministratori locali, dà piena conferma a questa ricetta. La contestata visita ad Arcore per chiedere la tassa di scopo, per esempio, è costata a Matteo Renzi un animato dibattito su Facebook e il rimbrotto da parte del leader del Pd Bersani, ma non sembra aver limato il consenso che accompagna il sindaco di Firenze.

Con un balzo di 4 punti rispetto al Governance Poll 2009, e del 7,1% sul giorno delle elezioni, Renzi diventa il politico locale più amato d'Italia, supera abbondantemente i livelli raggiunti dal suo predecessore Leonardo Domenici e si lascia dietro due primatisti abituali del consenso locale come il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e quello di Salerno Vincenzo De Luca. Una «menzione speciale» va a Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila sempre in prima fila nella gestione dell'emergenza post-terremoto (l'ultimo intervento è arrivato con il milleproroghe, che nelle prime versioni negava il rinvio, poi concesso, nella riscossione delle tasse sospese agli aquilani). Con il 62% di «sì» da parte dei propri concittadini Cialente guardagna quasi 9 punti sul 53,2% ottenuto alle elezioni ed è il sindaco che cresce di più rispetto al dato uscito dalle urne vere; in casi come questo, però, il consenso si confonde con la popolarità alimentata dall'emergenza e non è garanzia di successo elettorale come sa bene Stefania Pezzopane, la presidente della provincia dell'Aquila incoronata dal Governance Poll 2009 ma poi punita alle elezioni.

Queste punte di diamante non riescono però a cancellare gli effetti di una gelata del consenso che nella rilevazione di quest'anno si estende anche ai sindaci. I risultati medi continuano a essere più alti di quelli delle altre amministrazioni, ma anche i municipi vengono investiti in pieno dal riflusso: 69 sindaci sui 103 in carica nei capoluoghi perdono terreno in confronto al giorno delle elezioni, e soprattutto nel Mezzogiorno la flessione si fa eclatante. Risultato: le percentuali complessive registrate dal Governance Poll si fermano 261 punti sotto i livelli elettorali, e una distanza così non può essere spiegata solo con il fatto che il doppio turno ha gonfiato i risultati «reali» di alcune città.
Per molti, comunque, il momento della verità è vicino (si veda l'articolo a pagina 5), e all'inizio di un anno reso cruciale dal voto (almeno) amministrativo in primavera le tabelle hanno un sapore agrodolce per il Pd. Anche dopo che gli ultimi turni elettorali hanno quasi azzerato la prevalenza numerica dei sindaci democratici (su 108 capoluoghi sono 49 le amministrazioni targate centro-destra), il podio è praticamente tutto in salsa Pd ma con ingredienti decisamente lontani dall'ortodossia del Nazareno; il «rottamatore» Renzi è tallonato dal «critico» Chiamparino, che qualche mese fa ha lanciato la propria candidatura alle eventuali primarie e poi non ha perso occasione per criticare le «incertezze» nella linea del partito, e anche da De Luca le bordate sono arrivate potenti («qui al Sud il Pd non esiste», è arrivato a dichiarare qualche mese fa).

Più univoco il tratto deludente dei risultati che accompagnano gli amministratori locali del Pdl. Il centro-destra si affaccia sul podio solo con il leghista Flavio Tosi, vincitore del Governance Poll di due anni fa quando guidava da pochi mesi il comune di Verona, dopo di che il centro-destra si incontra solo a Chieti, al 10 posto, dove il sindaco è però dell'Udc. I «campioni» del Popolo della Libertà, invece, continuano a rimanere lontanissimi dall'alta classifica: a Milano Letizia Moratti, nonostante l'avvio della campagna elettorale e l'apertura dei cantieri delle nuove metropolitane in vista dell'Expo, atterra al 50%, cinque punti sotto la propria performance di 12 mesi fa, e lo stesso risultato è ottenuto a Roma da Gianni Alemanno, che non riesce a passare all'incasso dopo i tanti provvedimenti ottenuti da governo e parlamento per Roma Capitale. A spiegare il risultato in grigio del sindaco di Roma può essere anche il caso «parentopoli» nelle società partecipate, che al momento della chiusura delle rilevazioni (15 dicembre) stava muovendo i primi passi.
Tanti, invece, sono i problemi che spiegano la caduta progressiva del consenso nutrito verso i sindaci di molte città del Mezzogiorno. Gli ultimi cinque posti in classifica sono tutti occupati da capoluoghi siciliani e campani, e fra questi spicca il crollo del sindaco di Palermo Diego Cammarata, che perde il 9% in un anno (e lascia sul terreno 13 punti e mezzo rispetto alla rielezione del 2007) e raggiunge in coda il minimo storico del favore che continua a caratterizzare i sindaci di Napoli e Caserta (quest'ultimo sfiduciato nei giorni scorsi).

Il Sole 24 ore
10 gennaio 2011

Edited by cp55, 10 January 2011 - 10:42.


#36 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 10 January 2011 - 21:09

Come nelle migliori favole di Orwell, anche noi abbiamo la nostra ora d'odio

Auguriamo un pessimo 2011 a chi se lo è meritato

Basta con l'ipocrisia di auspicare cose buone agli amici: adesso diciamo quel che meritano i cattivi. Auguri di vero cuore un 2011 catastrofico e devastante. Ma solo per chi se lo merita.

Auguriamo gravi problemi di salute a tutti quelli che hanno fatto imbrogli, cricche, affari loschi, appalti, consulenze, doppi incarichi politici, lavori inutili e dorati su raccomandazione, insomma a chi ha fatto soldi per furbizia o agganci e non per merito. Così capiranno che cosa conta davvero nella vita.

Auguriamo al PD di scendere sotto il 10%, insomma di estinguersi, evaporare, fare la fine dei dinosauri, della fiat Duna e del Videotel. Così capiranno finalmente il concetto di responsabilità politica, e si apriranno le porte al cambiamento vero.

Auguriamo ai gruppettari pecoroni che seguono l'"uomo forte", premiando le facce e non le idee, di fare la fine della sinistra anni '70, precipitando in un rivolo di correnti, movimentini, partitini e sigle nate attorno a leader carismatici che di fatto hanno cambiato ben poco la storia del nostro paese. Così capiranno che l'Italia non ha bisogno di altri capi, sette, logge e combriccole, che il cambiamento dobbiamo essere noi con la nostra faccia e senza etichette, e che per salvare il paese non possiamo sospendere l'esercizio del pensiero critico per dare deleghe in bianco.

Auguriamo ai leghisti padani di veder fallire le loro belle aziende di famiglia perché finalmente il lavoro nero degli immigrati verra' combattuto, represso, sanzionato civilmente e penalmente. Così finalmente impareranno a rispettare la gente che sfruttano.

Auguriamo ai leghisti terroni nati sotto il Po di trovare i soldi per la psicoterapia, così finalmente capiranno che per le proprie nevrosi urlare non serve a niente, men che meno votare lega.

http://www.mamma.am

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Edited by cp55, 10 January 2011 - 21:16.


#37 CarloP

CarloP

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Posted 21 January 2011 - 21:26

Italiani vessati da burocrazia fiscale
Tre adempimenti al giorno

E' il canone Rai la tassa più odiata

Immagine Postata

ROMA - L'Italia non è solo il Paese con una pressione fiscale fra le più alte (43,5% nel 2009; al terzo posto, dietro Danimarca e Svezia, fra i 33 paesi dell'area Ocse), ma è anche la patria degli adempimenti fiscali, che sembrano non finire mai.

Le scadenze delle tasse che attendono al varco nel 2011 i contribuenti italiani sono ben 694, dice un'analisi di Confesercenti.
Una lista così lunga e complessa nella quale, prima ancora di dichiarare e pagare, è già arduo orientarsi. Gli appuntamenti con il fisco interessano 103 giorni e non tralasciano nessun mese: luglio è il più vessato (74 scadenze).

Ma mensilmente se ne contano quasi 60 (57,8), pari a 2,75 al giorno per ciascuna delle 252 giornate lavorative del 2011. L'appuntamento clou è il 16 luglio: ben 45.

Pagare le tasse poi costa ore di lavoro: 285 le ore che ogni azienda italiana impegna per espletare tutti gli obblighi, il doppio di Francia e Olanda, il 50% in più di Spagna e Germania; 60 ore in più della media europea, secondo una recente graduatoria della Banca Mondiale.

"La semplice elencazione delle scadenze (solo quelle di natura fiscale, si sottolinea), ha richiesto ben 16 pagine - evidenzia l'organizzazione del commercio e delle Pmi guidata da Marco Venturi -. E' la prova che c'é urgente bisogno di una riduzione degli adempimenti fiscali".

Un onere aggiuntivo per gli operatori economici, soprattutto per le Pmi: la burocrazia fiscale costa alle piccole e medie imprese italiane 2,7 miliardi l'anno (fra i 1.900 e i 2.300 euro, in media). "Un risultato impressionante, anche se tiene conto solo di un limitato numero di adempimenti" sottolinea Confesercenti che suggerisce di accorpare e sfoltire laddove possibile, incombenze per lo più ripetitive.

La parola d'ordine è quindi semplificare: "Da un lato, si libererebbero ingenti risorse da destinare all'attività produttiva: per le sole Pmi si tratterebbe di almeno 650 milioni l'anno (ossia oltre 500 euro per operatore economico) - dice la Confesercenti - Dall'altro ne guadagnerebbe l'efficienza della pubblica amministrazione, con una riduzione dei costi di gestione del sistema tributario".




Edited by cp55, 21 January 2011 - 21:27.


#38 pallino

pallino

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Posted 22 January 2011 - 08:46

Italiani vessati da burocrazia fiscale
Tre adempimenti al giorno

E' il canone Rai la tassa più odiata

Immagine Postata

ROMA - L'Italia non è solo il Paese con una pressione fiscale fra le più alte (43,5% nel 2009; al terzo posto, dietro Danimarca e Svezia, fra i 33 paesi dell'area Ocse), ma è anche la patria degli adempimenti fiscali, che sembrano non finire mai.

Le scadenze delle tasse che attendono al varco nel 2011 i contribuenti italiani sono ben 694, dice un'analisi di Confesercenti.
Una lista così lunga e complessa nella quale, prima ancora di dichiarare e pagare, è già arduo orientarsi. Gli appuntamenti con il fisco interessano 103 giorni e non tralasciano nessun mese: luglio è il più vessato (74 scadenze).

Ma mensilmente se ne contano quasi 60 (57,8), pari a 2,75 al giorno per ciascuna delle 252 giornate lavorative del 2011. L'appuntamento clou è il 16 luglio: ben 45.

Pagare le tasse poi costa ore di lavoro: 285 le ore che ogni azienda italiana impegna per espletare tutti gli obblighi, il doppio di Francia e Olanda, il 50% in più di Spagna e Germania; 60 ore in più della media europea, secondo una recente graduatoria della Banca Mondiale.

"La semplice elencazione delle scadenze (solo quelle di natura fiscale, si sottolinea), ha richiesto ben 16 pagine - evidenzia l'organizzazione del commercio e delle Pmi guidata da Marco Venturi -. E' la prova che c'é urgente bisogno di una riduzione degli adempimenti fiscali".

Un onere aggiuntivo per gli operatori economici, soprattutto per le Pmi: la burocrazia fiscale costa alle piccole e medie imprese italiane 2,7 miliardi l'anno (fra i 1.900 e i 2.300 euro, in media). "Un risultato impressionante, anche se tiene conto solo di un limitato numero di adempimenti" sottolinea Confesercenti che suggerisce di accorpare e sfoltire laddove possibile, incombenze per lo più ripetitive.

La parola d'ordine è quindi semplificare: "Da un lato, si libererebbero ingenti risorse da destinare all'attività produttiva: per le sole Pmi si tratterebbe di almeno 650 milioni l'anno (ossia oltre 500 euro per operatore economico) - dice la Confesercenti - Dall'altro ne guadagnerebbe l'efficienza della pubblica amministrazione, con una riduzione dei costi di gestione del sistema tributario".






Carlo

Descrivi il mondo dei sogni ; quello che tu dici è dolcissima musica per le orecchie di milioni di contribuenti onesti ma, poi cosa farebbero quei poveri commercialisti che sono sempre pronti a dare il supporto al popolo delle partite IVA e suggerire questo o l'altra modalità per aggirare la il pagamento delle tasse? Quelo che tu dici è ottimo e non solo per leproblematiche fiscali ma dovrebbe avvenire per tutte le attività che vedono gli onesti cittadini confrontarsi con la macchina burocratica italiana. Come al solito noi italiani siamo sempre i primi delle classe in tutto, pressione fiscale, evasione fiscale, burocrazia etc.Boh continuo a dire che oramai il peso è al massimo e le leggi della fisica sono sempre in agguato, siamo quasi vicini al carico di rotturan non manca tanto , basta avere pazienza ancora un pò e vedremo i risultati.
Già molti stati vicini a noi ne hanno dato la prova che il troppo storpia.
Gli italiani non ne possono più e il malcontento avanza, avanza, avanza, avanza.
Ciao amico mio

Pallino

#39 pieruccio

pieruccio

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Posted 22 January 2011 - 09:51

Salve a tutti.
Qui trovate come disdire la tassa sulla proprietà del TV (Canine Rai)--è semplice e basta anche un vecchio televisore preso in discarica.

http://www.associtta....org/canonerai/ --Buone tasse a tutti (non pagatele)

#40 Anatoly

Anatoly

    Advanced Member


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Posted 22 January 2011 - 10:04

Di tanto in tanto la Rai si ricorda di me..... L'ultima volta che ho risposto alla richiesta del canone ho sritto: SE VOLETE CHE IO GUARDI LA TELEVISIONE DOVETE PAGARE VOI A ME!!!! Son 2 anni che non ho avuto piu' richieste o minacce..............