MONETA UNICA FATTA SENZA GUERRE
"Stati uniti d’Europa: per la prima volta stiamo unendo un continente con la pace, possiamo dire io c’ero - Benigni esterna una lode decisa all'unione europea e contro localismi e ritorni alla lira - . Anche la moneta unica: fatta noi con gli europei, mai avvenuto nell’umanità che si mette una moneta nuova senza guerra. L’abbiamo fatto in pace e qualcuno vuole tornare alla lira: il mondo va in questa direzione, questa è la primavera".
L’ART 11: AMIAMO IL MONDO
Dalle guerre si esce tutti devastati. Avevano capito che servono regole comuni – i costituenti- Aprono a tutto quello che può venire di buono dal mondo, dal futuro. Ci dicono che solo una cosa può salvarci: collaborare, aprirci. Più bello di amare la patria è amare il mondo. Ci hanno avvicinato al mondo. È un confronto di sogni. L’Italia come patria non ci basterà, diventiamo mondo mantenendo la nostra particolarità di italiano. Grazie ad articoli come questi che in Europa c’è la pace da 60 anni e non è così dai tempi di Augusto, 2000 anni fa”.
L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA: ARTICOLO BIBLICO
Dopo l’articolo 10, quello sul rispetto per gli stranieri, legge l’11: “L’Italia ripudia la guerra. “E’ qualcosa che repelle, i nostri costituenti avevano vissuto la guerra, è un articolo biblico e l’articolo passò subito all’unanimità”. “Anche le piante, i sassi, i conigli italiani ripudiano la guerra, non solo la Repubblica”. E paragona il testo a un verso poetico.
SOLO GLI ASSASSINI AMMAZZANO, NON UNO STATO CIVILE
“Una delle cose di cui sono più orgoglioso è che non abbiamo la pena di morte”, esclama Benigni. “Capisco l’istinto di voler ammazzare dopo un delitto efferato, ma a quei paesi che si reputano più civili che da noi non c’è una stanza dove si ammazzano donne o uomini, da noi non ci sono queste atrocità, solo gli assassini ammazzano”. In Italia – ricorda – "è vietato strangolare o fulminare o fucilare una persona, non esiste un pubblico ufficiale che ammazza qualcuno e io non voglio pagare nessuno".
L’ART. 9, IL PAESAGGIO ITALIANO SIAMO NOI
“Investirono sulle persone (i padri e le madri costituenti, ndr), sul futuro, su cosa investire se non cultura e futuro?” domanda Benigni. “Si costruisce anche per emozionare, “serve anche classicità, anche con i computer se no ci programmano loro”. Cita Marconi e Meucci; qualcun altro avrebbe inventato il telefono, ma nessuno avrebbe scritto i Promessi Sposi o l’Infinito di Leopardi. “Tra i primi nel mondo a metterlo tra i principi fondamentali. E allora non c'era una lira per il pane”. L'ammirazione - giusta - di Benigni è sconfinata per chi scrisse quell'articolo. "Il paesaggio italiano non è uno qualsiasi. E unico". L'articolo 9 "fa diventare legge la nostra memoria storica. Dovete sapere chi siete, ci dicono". Benigni tocca corde emotive perché è coinvolto in prima persona, nel profondo: "Il paesaggio, le opere d'arte sono la nostra madre e questo articolo dice che dobbiamo voler bene a nostra madre".
L’ART. 9, L’OPPOSTO DELLA SINDROME DI BONDI
“Sentite questo, fa andare il manicomio”: legge l’articolo 9, quello che tutela la cultura, la ricerca, il paesaggio, il patrimonio artistico. “Abbiamo inventato la sindrome di Stendhal, venne a Firenze e svenne a Firenze per la bellezza, è l’opposto della sindrome di Bondi dove crollavano i monumenti e non l’uomo”.
NON PUO’ ESSERCI RELIGIONE DI STATO
Lo Stato non può avere una religione, soprattutto la religione che di libertà – rivendica Benigni – “E’ come se mi toccassero nell’anima”. Naturalmente – sottolinea – basandosi su principi sui quali non si torna indietro: “Non si può uccidere, tanto meno in nome di Dio. Non si può dire ‘amiamo gli uomini’ e fare la guerra. Il comandamento supremo di Gesù è amare il prossimo tuo”.
LA CHIESA NON ORIENTI IL VOTO
Dopo l’articolo 6 sulle minoranze linguistiche (Di Pietro, vedi ti tutelano?) passa a un articolo che avverte come delicatissimo, il settimo, quello della divisione tra Stato e Chiesa. “Senza questo principio, quello della laicità dello Stato, non è una costituzione moderna”. I laici, sottolinea, non sono atei, Dante non mischiava politica e chiesa. Laicità vuol dire dividere la vita politica e sociale dalle cose religiose. Se non ne usciamo più”. Benigni in lode della separazione Stato-Chiesa e dice: la Chiesa non deve interpretare una legge oppure orientare il voto.
OGNI ALLUSIONE ALLA MINETTI …
Sull’articolo 5 allude anche ai consiglieri, o consigliere come la Minetti, che hanno usato i fondi regionali per comprare un libro o un profumo: “Chi vuoi che lo farà?” “Tu scrivi, scrivi”. Ricorda l’indimenticabile lettera che Benigni e Troisi scrivevano in “Non ci resta che piangere”, a sua volta un omaggio alla ancor più famosa lettera di Totò e De Filippo.
OGNI ALLUSIONE A BOSSI…
Sketch sull’articolo 5, quello dell’Italia una e indivisibile: “Chi vuoi che voglia dividerla? Tu scrivi”. Ogni allusione a Bossi è puramente casuale.
SE NON C’E’ LAVORO CROLLA TUTTO
Se non c’è lavoro crolla tutto, la nostra democrazia, esclama parlando dell’articolo 4. Ed è con una gestualità misurata per i suoi standard, ma toni accalorati, che Benigni trasmette quanto parli di qualcosa in cui crede profondamente. E vuole condividere con tutti queste convinzioni, quei pensieri che hanno fondato la nostra democrazia.
LO STERMINIO DEGLI EBREI PUO’ ACCADERE DI NUOVO ANCHE PER GLI ITALIANI
Sempre sul principio di eguaglianza dell’articolo 3. Hitler fu eletto e gli ebrei furono sterminati per la colpa di essere al mondo: può accadere di nuovo, uno può svegliarsi e dire che si fanno fouri tutti gli italiani inclusi i bambini. Direte che non è possibile, non abbiamo fatto niente. E’ quello che dissero allora gli ebrei - ricorda Roberto. “E quello che scrissero i nostri costituenti nell’articolo 3 è incantevole”.
DONNE UCCISE: E GLI UOMINI CHE FANNO?
Si concentra sull’articolo 3 e sul perché cita sesso, religione, tutto… “Le donne ad esempio non votavano e poi c’era il delitto d’onore. Una nazione si misura dallo stato sociale delle donne. Ora le si uccidono, è crimine contro l’umanità ed è la violenza dei vigliacchi”. Benigni vive con passione viscerale la necessità di eguaglianza per tutti.
I COSTITUENTI HANNO SCRITTO IMAGINE 20 ANNI PRIMA
“La Costituzione è stata scritta nel 1947, l’Onu ha scritto l’inviolabilità dei diritti un anno dopo. Erano dei pazzi”, i nostri costituzionalisti (intesi come folli coraggiosi, naturalmente”. E introduce un elemento: nella Costituzione hanno messo il “volersi bene, un sentimento”. E sull’articolo 3: ce l’hanno copiato e scopiazzato in tutto il mondo: “E’ una poesia”, ripete ancora ed un leitmotiv dello show: Benigni vuole esaltare la bellezza e chiarezza del testo perché fondato su princìpi di eguaglianza di tutti. Si concentra sull’articolo 3 (quello sull’uguaglianza al di là di sesso, religione, razza...) “I nostri costituenti si sono fatti una canna, l’hanno scritta a Woodstock, è Imagine di Lennon scritta vent’anni prima”.
L’ART. 21 CI HA LIBERATO DALLA PAURA
Benigni contrappone la democrazia alla dittatura: “Dove la gente non conta niente, lo Stato è padrone”. E cita l’articolo 21 sulla libertà di opinione: “Ci ha liberato dall’obbligo di avere paura, possiamo esprimere il nostro pensiero. Prima non si poteva, si viveva nel terrore”. E segnala il “rovesciamento”: “Per la dittatura la persona non era niente, per noi è tutto”.
LA DEMOCRAZIA NON E’ IL POPOLO IN PIAZZA
La vera democrazia - appunta - non è il popolo in piazza ma i princìpi che si è dato il popolo quando era sobrio e si è incoronato imperatore di se stesso.
L’ARTICOLO SUL LAVORO, UNA COSA ENORME
L’attore e regista mette l’accento sull’articolo 1, quello che dice che la Repubblica è fondata sul lavoro: “è una cosa enorme, siamo gli unici al mondo. E' le fondamenta, non si vede? vero , in effetti oggi il lavoro non si vede ma ne riparlo...”.
LA COSTITUZIONE E’ LA NOSTRA MAMMA
“La Costituzione è tutto un sì, desidera, mentre i 10 comandamenti sono tutti sul non fare questo o quest’altro”. Benigni elogia coloro che fecero la Carta costituzionale, “grandi uomini, giganti, anche Fanfani” (che non era proprio alto, ndr). Ne loda la chiarezza: “la capiscono anche i bambini”. E ricorda che allora, nell’immediato dopoguerra, parlare di Repubblica non era affatto scontato. “Molti dei costituzionalisti erano stati in galera prima di andare in Parlamento, oggi accade il contrario”.
IN EUROPA L’INCUBO DI TRE TOTALITARISMI
Il comico toscano ripercorre il “sacrificio” di quanti morirono per combattere il fascismo e portare la democrazia. Democrazia – puntualizza – che è l’antitesi dei tre “totalitarismi” che hanno reso l’Europa un incubo: “nazismo, fascismo e stalinismo”. E sull’Italia parla di “guerra civile” per la libertà. Citando Italo Calvino.
BISOGNA VOTARE
L’altro nemico della Costituzione – esclama l’attore – è chi non vuole votare. Perché il voto – ricorda – è qualcosa che ci è stato dato dal sacrificio di tanti.
I POLITICI NON SONO TUTTI UGUALI
Affronta la Carta e segnala che la Costituzione ha due nemici: il primo - osserva - è l’indifferenza alla politica. I politici non sono tutti uguali, quando lo diciamo facciamo un grandissimo favore ai cattivi, i disonesti e gli stupidi.
NEL MEDIOEVO RIPRESENTARONO IL PORCELLUM
Benigni parla del medioevo (con sketch impiegati in alcune serate di TuttoDante): ad esempio parla di parlamentari condannati e in aula. E poi della legge elettorale: la Porcellum fa schifo, ma nel medioevo la ripresentarono anche se faceva schifo, non ci crederete.
RENZI A CENA AD ARCORE, L’HA ROVINATO
Passa alle primarie: Sono state un gran successo. Di Pietro le farà, se le supera farà le superiori. Renzi ha uno scheletro nell’armadio, quella cena ad Arcore l’ha rovinato. E’ l’unico uomo di Firenze ad essere andato a cena da Berlusconi, era l’unica cena davvero elegante, tutti uomini. Trovarsi la sera a cena con Ghedini, Alfano, Cicchitto… (e ride..) Monti diventa Lady Gaga.
GLI VOGLIO BENE COME SE FOSSE NORMALE
Sempre su Berlusconi: gli voglio bene come se fosse normale.
MONTI, PRESENTATI COSI’ LUI NON SI CANDIDA
Roberto implora Monti: lui ha detto che si ritira se ti presenti tu, presentati, magari fai per finta, poi smentisci, due giorni prima delle elezioni, come fai lui.
LE FOTO DI SILVIO DAI CARABINIERI
Il comico ringrazia Berlusconi: gli dà materiale. “Povero Alfano”, prima gli dice di fare le primarie, poi no, poi sì, poi no... L’attore prende di mira il Cavaliere: “Ha un sogno della testa, vorrebbe il presidente della Repubblica, pensa te” (e ride…). Sarebbe l’unico modo di vedere le sue foto nelle sedi dei carabinieri.
SILVIO SI E’RIPRESENTATO: CE L’HA CON NOI
Benigni: questo dicembre è afflitto da due notizie terribili, una è la fine del mondo il 21 dicembre e va beh, pazienza, chi c’è c’è. L’altra è che lui si è ripresentato anche se poteva andare in pensione: l’Italia è divisa in due, metà disperata e metà che non lo vuole. Ma non siamo noi che ce l’abbiamo con lui, è lui che ce l’ha con noi.
SILVIO GRAZIE
La Rai mi ha detto di ringraziare qualcuno più importante per questa serata, Napolitano, il presiente della Repubblica mi ha detto di ringraziare “qualcuno più importante di me”, era il Papa e anche lui mi ha detto di ringraziare qualcuno che conta più di me, era Dio, e pure Dio mi ha detto di ringraziare qualcuno che conta più di lui: “Silvio grazie”.
FIATO ALLE TROMBE, L'ATTORE IN SCENA
Quinte in legno, fiato alle trombe, entrata in scena come per TuttoDante di Benigni.
"L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro" recita l'articolo 1. E questo vogliono dirci, nell'anteprima, le riprese dei lavoratori che montano la scenografia dello spettacolo.
Edited by CarloP, 17 December 2012 - 23:14.