L'altra sera, domenica mi pare, è andata in onda una trasmissione interessante sul Canale 1 moldavo, una specie di talk show dove si contrapponevano due schieramenti: alcuni favorevoli a vivere e lavorare in Moldova nonostante tutto, l'altro schieramento invece aveva scelto l'opzione emigrazione, l'opportunità di lavorare all'estero, di abbandonare il paese anche se provvisoriamente.
Una trasmissione interessante se non fosse che gli invitati al dibattito non rappresentavano affatto un campione esaustivo e veritiero della popolazione del paese, erano tutti semplicemente dei "privilegiati": registi, cantanti, intellettuali in genere con un alto grado d'istruzione.
Gli organizzatori del programma si sono ben guardati dall'invitare quei poveri disgraziati che vivono in villaggi abbandonati dove si coltiva l'orto ancora con la mitica zappa, non hai l'acqua corrente in casa e sei completamente isolato da Dio e dal mondo.
Davvero uno strano modo di fare informazione in TV!
Ma in Moldova chi desidera emigrare? Solo gli intellettuali, i cantanti e i registi?
O sono quei poveracci dei villaggi che non sanno come fare per mettere insieme il pranzo con la cena, si fanno il bagno quando hanno l'acqua avanza e si riscaldano con la soba sotto il letto?
Dalla trasmissione si intuiva che l'emigrazione moldava era in realtà una "fuga di cervelli" che non trovando uno sbocco professionale confacente alle proprie possibilità in Moldova, si rivolgevano alle università ed ai teatri di Londra o Mosca.
Un regista ha detto che è stato "costretto" ad emigrare a Mosca perchè solo in quella sede ha trovato gli stimoli giusti per il suo mestiere.
I cantanti, i registi, emigrano anche loro sicuramente, ma quanti sono?
Da quel poco che so e ho capito del fenomeno emigrazione moldava, il 99,99% è rappresentato da quella massa di persone disperate che vivono in piccoli villaggi o cittadini che sono costetti a vivere con un salario di 2000 lei al mese.
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Prosegue lo stuchevole balletto di incontri e trattative per formare il nuovo governo. Alcuni giornalisti con una fantasia sfrenata l'hanno battezzata l'AIE2, per non confonderla con l'AIE1 che, come tutti sanno, era ben altra cosa(sic)!
Si susseguono meeting in piazza più o meno spontanei di fantomatiche organizzazioni pro AIE2 al grido di "Jos comunisti".
L'ultimo servizio TV in proposito parlava di cinquecento persone, un centinaio per la Questura, uno sparuto gruppo di vechietti che, sfidando le rigide temperature, si sono incontrati d'avanti al palazzo dell'Opera per urlare al mondo intero che volevano l'Ue e non i "comunisti".
Assenti ingiustificati i giovani che evidentemente avevano altro da fare o preferivano stare al calduccio di Andy's Pizza, tanto loro in UE sono entrati da tempo, anzi più che in UE...sono entrati nell'euro, quelli che mandano mamma e "tata" dall'Italia o dalla Spagna.
Per i giovani moldavi, "comunisti" o l'AIE2 fa poca differenza, alla fine di ogni mese passano alla cassa a riscuotere.
Se nel caso tornassero i comunisti al potere in un modo o nell'altro(alleanza PCRM-PD, tanto per fare un esempio), ci sarà pure qualche altro palazzo da bruciare!
Messaggio modificato da nikita il 21 dicembre 2010 - 06:20