Dalla definizione di nazione sopra riportata cominciano ad affiorare alcuni dubbi: i cittadini moldavi hanno la stessa religione ma non hanno la stessa lingua, le stesse tradizioni e non provengono dallo stesso ceppo storico.
Tutti sappiamo che in Moldova si usano correntemente due lingue anche se la Costituzione afferma che la lingua ufficiale è quella moldava. Per non parlare poi delle tradizioni che non sono certo le stesse per tutti, gli usi e costumi sono una mescolanza di chiara provenienza culturale slava e mitteleuropea, che risente ovviamente dei passati domini russi e romeni.
La questione che non lascia dubbio alcuno è che sgombra il campo da qualsiasi dubbio è la necessità, così come recita appunto la definizione di nazione, di avere nel suo territorio una popolazione proveniente da un unico ceppo storico: come tutti sanno in Moldova, per le sue note vicende storiche, i ceppi di provenienza della sua popolazione sono almeno due, due grandi ceppi con usi e costumi assai diversi, per non parlare della lingua.
Quindi possiamo affermare secondo le considerazioni di cui sopra che la Moldova non è una nazione, come la definizione canonica lascerebbe intendere, anche se ha un sua popolazione e un suo territorio con confini riconosciuti a livello internazionale.
Non basta avere un territorio ed un popolo che si riconosce sotto una bandiera (anche su questo ci sono forti dubbi) per fregiarsi dell’appellativo di nazione.
Possiamo dire però senza ombra di dubbio che i moldavi sono certamente un popolo , se per popolo s’intende l’insieme dei cittadini che svolgono le loro funzioni nel territorio.
Il termine cittadino presuppone la cittadinanza e per cittadinanza s’intende il vincolo giuridico che si instaura tra il cittadino e lo stato e in virtù di tale vincolo lo stato riconosce al cittadino i diritti soggettivi pubblici, cioè politici, culturali e di libertà.
I moldavi sono certamente un popolo ma non sono una nazione.
Ed è proprio nel concetto di “nazione moldava” che il dibattito si accende, le due forze centrifughe in eterna contrapposizione: quella propriamente moldava che si riconosce nel ceppo romeno e quella russa che si riconosce nel ceppo russo-slavo, nella loro eterna lotta di predominio dell'una sull'altra non fanno altro che allontanare sempre più il concetto di “nazione moldava” o di “patria moldava”.
Fino a quando nel paese esisterà questa anomalia culturale ed etnica e la sua popolazione non si sentirà pienamente e fieramente moldava rinunciando ad una inutile ed anacronistica appartenenza etnica, la Moldova non sarà mai una nazione.
Messaggio modificato da nikita il 30 maggio 2010 - 06:34




















